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Benevento: il salotto delle streghe, ecco la leggenda

Benevento: il salotto delle streghe

Benevento: il salotto delle streghe. A Benevento, come del resto in tutto il Sannio, storia e leggenda si respirano nell’aria. Anche se le alterne vicende di questa terra, strettamente legate alla grandezza dei romani, sono note solo agli esperti in materia, finiscono con l’appassionare chi ne sfiora le tracce per caso nel corso di una visita dedicata in partenza solo alla ricerca di tradizioni pittoresche collegate al fascino di un mito antichissimo: quello delle streghe.

La credenza relativa alle streghe nacque con gli orripilanti riti orgiastici dei longobardi che nel VII secolo ebbero in Benevento la capitale del loro ducato meridionale.Benevento: il salotto delle streghe immaginePresi dalla nostalgia della terra nativa, essi continuarono in quella che li aveva accolti, (e che poi doveva assorbirli quando si convertirono al cattolicesimo aderendo alla superstite civiltà romana) il culto di Wothan, padre degli dei.

Per celebrare i riti specifici essi si riunivano fuori delle mura della città, nella valle del Sabato, intorno ad un albero sacro (il tanto decantato e can tato ‘noce di Benevento’) cui attaccavano una pelle di caprone. In una specie di furioso torneo si davano a corse sfrenate durante le quali colpivano con le frecce la pelle di caprone, quindi ne mangiavano un pezzetto.

Intorno all’albero, sempre secondo la leggenda, il posto dei longobardi venne preso da «tutte le streghe del mondo., che vi si riunivano il sabato (Benevento: il salotto delle streghe- La leggenda delle streghe).

Benevento: il salotto delle streghe fotoFu san Barbato a far abbattere l’infausto noce intorno al quale dovevano poi sbizzarrirsi l’estro e la fantasia di poeti, scrittori e musicisti: basterà ricordare Il Fiore, attribuito al trecentesco ser Durante (qualcuno lo reputa addirittura dovuto al sommo Dante), Il gobbo di Pereto  dell’ameno Redi, Il noce di Benevento musicato da Franz Xavier Sussmayer (allievo di Mozart) ed infine la celeberrima composizione di Paganini intitolata appunto Le Streghe (Benevento: il salotto delle streghe- Franz Xavier).

L’argomento era troppo appassionante per venire abbandonato: come Benedetto Croce scrisse nelle sue Notare appunti di storia civile e le Heraria napoletana del Seicento «In Benevento vi fu allora una progenie di scrittori che presero particolarmente a cura la trattazione storica e poetica della ‘noce’ che era non saprei se decoro o disdoro della loro patria”(Benevento: il salotto delle streghe- Benedetto Croce).

 

 

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