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Campania Felix: la pianura vesuviana

Alla base del Vesuvio la pianura campana è stata ricoperta da abbondanti materiali piroclastici, i quali danno alla terra una fertilità analoga e ancora superiore, per la presenza di una falda acquifera superficiale, a quella delle pendici del vulcano, conferendo alla struttura agraria del la zona caratteri più o meno simili a quelli del Vesuvio: ecco la Campania Felix

Campania Felix

Campania Felix

Si tratta di un’ampia fascia che, iniziando a nord-est di Napoli, si spinge fino all’agro nolano e comprende il settore settentrionale della pianura del Sarno: un lembo dell’antica Campania felix, debolmente inclinato, che ha alternato periodi di sviluppo con altri di decadenza, a causa del disordine idraulico.
Questa pianura conobbe un’intensa fioritura economica e culturale in età greco-romana. quand’ebbe i suoi capisaldi da un lato in Acerra e Nola, dall’altro in Pompei e Nocera: centri vivificati dalle importanti vie che provenivano da Capua e proseguivano per Salerno.
Se Pompei divenne sede di una ricca borghesia, di cui sono testimonianza le splendide case del centro archeologico, il territorio acerrano fu popolato da coloni romani, che vi costruirono una serie di fattorie dette casali (in contrapposizione alle ville e case padronali).
Fino a qualche tempo addietro i centri che ne sono derivati si chiamavano ‘casali di Napoli’, essendo vissuti sotto la sudditanza del capoluogo, cui fornivano (e forniscono ancora)  gran quantità di ortaggi e frutta.
L’eruzione del 79 sconvolse l’idrografia della pianura, la quale andò soggetta ad impaludamenti a causa delle acque che vi riversavano: da un lato il Clanio, proveniente dal Somma e dal Vallo di Lauro, e dall’altro il Sarno, alimentato da copiose sorgenti attorno al l’omonima cittadina.

Il territorio, così, fu in gran parte abbandonato e soprattutto nel settore pompeiano, si ricoprì di fitta boscaglia.
Solo a distanza di secoli riprese a popolarsi: nei pressi di Nocera si consolidò Angri, presso Sarno si svilupparono Casatorio e San Valentino, poi unificatisi a formare San Valentino Torio; successivamente acquistò consistenza San Marzano, l’originaria Marciana, mentre Sarno, situata in collina e punto di transito tra agro nolano e nocerino, proiettava diversi nuclei in pianura, come conseguenza degli interessi economici legati ai traffici della via consolare Aquilia.
Nel medioevo un ruolo importante nell’organizzazione del territorio svolse l’autorità ecclesiastica: sulla pianura del Sarno si impose l’abbazia di Cava de’ Tirreni, e i monaci, apportatevi opere di bonifica, vi diffusero largamente le piante da fibra (lino, cotone, canapa), che saranno la base dell’ industria tessile successiva, mentre nella pianura a nord-est di Napoli fecero sentire il loro peso le sedi vescovili di Acerra e di Nola.
Giustamente è stato osservato che «le esperienze maturate dai monaci nelle pratiche irrigue e nel miglioramento qualitativo delle colture costituiscono un patrimonio di tecnologie che i contadini della Piana acquisiscono definitivamente, ponendo le premesse per quel futuro stabile sviluppo dell’economia rurale nell’ambito del Sarno, fondato sull’ingegnosità dei coltivatori e la naturale feracità del suolo e sull’integrazione produttiva tra agricoltura ed industria».
Le opere di sistemazione idraulica furono riprese con maggiore impegno nella seconda metà del secolo XVII; gli interventi più radicali si devono ai borboni, sotto la direzione di Carlo Afan de Rivera.
Il Sarno venne rimaneggiato per catturarne la forza idraulica necessaria ai numerosi opifici (cotonifici, mulini, e pastifici) che andavano sorgendo nelle sue vicinanze, mentre una serie di canali di scolo ed irrigui definiva l’attuale assetto idraulico della pianura; nella zona a nord del Vesuvio si provvedeva alla sistemazione dei Regi Lagni, collettori derivati dalla canalizzazione dell’antico Clanio, e si introduceva la coltura della canapa, che, scomparsa ormai da tempo dalla piana del Sarno, ha invece svolto un ruolo da protagonista nella vita economica di quest’area fino a qualche anno addietro.

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