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Gesù Nuovo

GESU’ NUOVO

La Piazza del Gesù è composta dalla chiesa, dal palazzo delle Congregazioni, alla sua sinistra, e dalla Casa Professa, a destra.
Il Palazzo delle Congregazioni nacque nel 1592 per accogliere le associazioni dei laici, sede oggi della Scuola Media Ugo Foscolo ed il Liceo Genovesi. Delle antiche Congregazioni rimangono: l’Oratorio dei Nobili o dei Cavalieri; l’Oratorio degli Artigiani, poi Oratorio delle Dame. Nell’androne d’ingresso, un soffitto ornato dai busti di Cristo, Maria e dei Dodici Apostoli, racchiusi in cornici di stucco. Si tratta della Sagrestia, dalla quale si accedeva all’Oratorio dei Nobili, nel quale si conservano gli affreschi della volta di Giovanni Lanfranco ed una Natività di Maria di Battistello Caracciolo. Da una porta a sinistra si accede all’Oratorio delle Dame, nel cui soffitto troviamo affreschi di Belisario Corinzio.
La Casa Professa, oggi sede dell’Istituto Pimentel Fonseca, ospitava la comunità religiosa addetta alla chiesa ritroviamo poi un ricchissima biblioteca, alla quale porta lo scalone monumentale fino al ricco portale marmoreo. Ne Restano il ricco arredo ligneo sulle quattro pareti, gli affreschi della olta di Sarnelli ed il pavimento in marmo commesso e policromo.

La chiesa fu eretta dove un tempo il principe di Salerno, grande Almirante del Regno, Roberto Sanseverino, fece costruire il suo splendido palazzo rinascimentale nel 1470, come ricorda la lapide a sinistra sulla facciata, da Novello da San Lucano. L’edificio fu presto soprannominato la ‘Reggia dei Sanseverino’, presentava su almeno tre lati le facciate costruite in pregevole bugnato, blocchi di piperno tagliati a punta di diamante, uno splendido interno con principesche camere affrescate, una corte racchiusa da un porticato sorretto da file di colonne ed aperto sui giardini del retro. lI Palazzo fu confiscato al figlio di Roberto, Antonello, per la sua partecipazione attiva alla Congiura dei Baroni contro Ferrante I e restituito nel 1506 al suo erede, un altro Roberto, il cui figlio Ferrante portò l’edificio al massimo splendore ed a ‘creare’ la piazza antistante, allargando questo tratto di decumano, fino a che Pedro de Toledo confiscò definitivamente tutti i suoi beni.

Il Palazzo fu comprato dal banchiere genovese Nicolò Grimaldi, che aveva acquistato anche il Principato di Salerno e rivenduto nel 1584 ai gesuiti, che insediarono

 qui la loro ‘insula’. La chiesa fu inaugurata nel 1601, e nell'arco dei secoli ha subito solo alcune modifiche. L'interno è ricco di marmi colorati e di bellissime decorazioni barocche. L'affresco più grande è del Solimena, mentre gli affreschi del presbiterio sono di M. Stanzione. La facciata della chiesa poggia su un basamento liscio sormontato da un toro dal quale parte il bugnato. Ogni bugna porta i ‘marchi’ dei lapicidi. Le tre entrate e le tre finestre risaltano sullo scuro bugnato perché incorniciate da marmi bianchi. La parte centrale più alta si raccorda alle parti laterali più basse con due grandi volute. Il portale principale, con le colonne corinzie, il frontone curvilineo spezzato ed ornato da stemmi, cartigli ed angeli, ingloba quello del palazzo cinquecentesco in marmo bianco.
L'interno è a croce greca con tre navate, ed è rimasta sostanzialmente invariato, esclusi gli interventi di arredo ed addobbo barocchi, ed esclusa la cupola, andata incontro ad innumerevoli vicissitudini e ricostruzioni totali. I marmi policromi ricoprono sia il pavimento che i pilastri, mentre gli altari e le balaustre sono in marmo intarsiato. Nella controfacciata della navata centrale vi è un grande affresco del Solimena, che rappresenta “Eliodoro cacciato dal tempio di Gerusalemme. La volta del primo tratto di navata centrale è affrescata da Belsario Coeinzio ed altrettanto belli sono gli affreschi degli Evangelisti di Lanfranco nei pennacchi, che sono quanto ci rimane dei suoi affreschi in seguito al crollo della cupola nel 1688. Gli affreschi della volta della tribuna del Corinzio andarono distrutti nell’incendio del 1639 e sostituiti da quelli dello Stanzione. Nell'Abside fanno bella mostra di se la statua dell'Immacolata e le statue degli apostoli Pietro e Paolo, mentre l'altare maggiore è frutto di vari artisti napoletani, ed è ricco di bronzi dorati e pietre preziose. Notevole in più parti della chiesa  l’impronta del Fanzago. La chiesa è un centro di spiritualità che riunisce vari culti. S. Francesco de Geronimo diffuse il culto e la devozione per S. Ciro, medico ed eremita egiziano, le cui reliquie sono riposte sotto l'altare del Crocifisso, come pure qui riposano le spoglie di S. Giuseppe Moscati, medico e scienziato, santificato da Papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre del 1987 in Piazza S. Pietro.

Nella piazza antistante la chiesa si erge una guglia marmorea in onore della Vergine Immacolata, eretta nel 1747 con le offerte del popolo napoletano. L'obelisco è alto 34 metri sulla cui cima è posta la statua di bronzo dell'Immacolata circondata da piccoli angeli, mentre agli spigoli della balaustra sono poste le statue di S. Ignazio di Lojola, S. Francesco Borgia, S. Francesco Saverio e S. Francesco Regis.

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