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Gigli di San Paolino: Patrimonio Unesco

I Gigli di San Paolino

Nola sembra viva al l’ombra dei ricordi del suo famoso vescovo san Paolino, al quale si deve la secolare festa dei Gigli di San Paolino che deriva da una leggenda quattrocentesca soffusa di umanità e di poesia, tramandataci da un racconto di san Gregorio Magno.

La leggenda dice che da poco era stato eletto a Nola il vescovo Paolino quando i barbari di Alarico, devastata Roma, in una delle innumerevoli scorrerie in Campania marciarono su Nola e la depredarono; vi fecero prigionieri numerosi suoi figli che trasportarono poi in Africa.I 'gigli' di San Paolino foto

Per riscattare uno di essi, figlio unico di una infelice vedova, Paolino offri se stesso e divenne umile giardiniere nella casa del genero del re. Ma, per avere operato molti miracoli, i barbari sbigottiti di quanto avevano visto e sentito, scoperta la sua vera identità, rispedirono san Paolino, assieme a tutti i nolani, su navi cariche di doni e di grano. L’intera città andò incontro al vescovo agitando grandi fasci di fiori, specialmente gigli, per ringraziarlo di quanto egli aveva fatto per loro (I Gigli di San Paolino – Chi era San Paolino?).

Il popolo vuole che Nola gli abbia mandato incontro, avanti agli altri, otto rappresentanti delle arti e dei mestieri locali, i quali recavano grossi ceri adorni di bellissimi gigli.

Fin qui la leggenda. Poi, ad ogni anniversario (22 giugno), il popolo rinnova il tributo di riconoscenza al vescovo liberatore. I Gigli di San Paolino, che rimangono otto a ricordo delle associazioni artigiane inviate a Paolino, diventano complicate costruzioni in legno rivestite di carta multicolore.

Si giunge così fino a quelli odierni, che sono alti circa venticinque metri e si presentano come maestosi campanili o agili obelischi ispirati agli stili più diversi: dal gotico al bizantino, dal barocco al moresco, dal romanico al rinascimentale, con richiami ad elementi del dorico, del liberty, dello ionico, del pompeiano (I Gigli di San Paolino).I 'gigli' di San Paolino immagine

L’ossatura è a forma piramidale con base quadrangolare e sulla cima è quasi sempre una statua.

Ogni giglio ha poi un suo simbolismo particolare, ora sacro ora profano, che va dalla riproduzione di monumenti classici (duomo di Milano o di Colonia) alle ardite ricostruzioni di fatti storici, di episodi eroi ci e di attualità.

Oltre ai gigli, è tradizione costruire una barca, simbolica anch’essa, su cui, con la sciabola sguainata, troneggia un fiero moro che il popolo chiama ‘o turco (I Gigli di San Paolino – Festa dei Gigli).

Per l’enorme mole, ogni giglio viene mosso da una ‘paranza’ formata da circa cento uomini molto robusti, che cosi lo trasportano nella piazza del Duomo_ Qui ha luogo la rituale ‘ballata’ al suono di ritmi anche moderni: i più bravi portatori faranno vincere al giglio un premio.

La piazza del Duomo si anima di un brio frenetico, che però non trascende mai in qualcosa di orgiastico o di irreligioso: è un ‘esplosione di gioia popolare, come per la Piedigrotta napoletana (I Gigli di San Paolino -Giglio ad un incrocio).

 

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