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I Santi Patroni di Napoli

I Santi Patroni di Napoli

Napoli oltre a san Gennaro, ha altre sante protettrici, di cui nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel Duomo, si conservano le statue con reliquiario in argento, molte del XVII secolo (le statue dei patroni minori sono in totale 51), e delle quali, con decreto della Congregazione dei Riti del primo agosto 1955, vengono ufficialmente riconosciute compatrone della citta’:

Sant’Irene, festa: primo aprile;

Santa Maria Egiziaca: 7 aprile;

Santa Restituta: 17 maggio;

Santa Rita: 22 maggio;

Santa Maria Maddalena dei Pazzi: 29 maggio;

Santa Maria Maddalena penitente: 22 luglio;

Sant’Anna: 26 luglio;

Santa Chiara: 12 agosto;

Santa Patrizia: 25 agosto;

Santa Candida: 10 settembre;

S.Maria Francesca delle cinque Piaghe: 6 ottobre;

Santa Teresa d’Avila: 15 ottobre;

Santa Gertrude: 16 novembre;

Santa Lucia: 13 dicembre.

Moltissime delle suddette sante non sono state personalmente legate alla storia della citta’ ma sono state proclamate compatrone (e lo stesso dicasi per i santi uomini) in seguito alla pressione esercitata sulle gerarchie della chiesa napoletana dagli ordini religiosi a cui erano appartenute, che, spesso in competizione tra di loro, ne facevano richiesta allo scopo di acquisire maggiore potere e relativi privilegi Ci soffermeremo a raccontare la storia di 2 delle piu’  famosee venerate Santa Restituta e Santa Patrizia anche lei autrice di un miracolo del sangue come il piu’  famoso Gennaro.

Santa Restituta

Santa Restituta: tipico del santorale della Chiesa napoletana, che come  vediamo non manca di santi “suoi” e di leggende ad essi relative, anche il fantasioso racconto della vita di questa vergine e martire, nata in Africa.

L’agiografo Pietro Suddiacono, risalente al X secolo, ce ne descrive il processo, la condanna e il martirio della Santa che, stremata dalle torture, fu posta su di una barca carica di stoppa, intrisa di resina e pece; quando questa fu portata al largo dai carnefici e data alle fiamme, la Santa rimase illesa, mentre il fuoco annientò l’altra imbarcazione con i suoi occupanti. Restituta ringraziò il Signore, castigo degli empi, e invocò che un Angelo la accompagnasse durante la traversata: esaudita, riconoscente domandò di accedere alla pace eterna e serenamente spirò.La leggende racconta che la barca, guidata dall’Angelo, approdò all’isola Aenaria, oggi detta Ischia, situata di fronte al golfo di Napoli, toccando terra nella località detta “ad ripas”, oggi San Montano.Nell’anno 284 la giovane Restituta viene flagellata crudelmente in Africa, quindi viene posta su una barca carica di stoppa. La vecchia barca priva di remi e di vele viene rimorchiata al largo della costa e qui viene appiccato il fuoco. Le fiamme risparmiano però il corpo della giovane.

Appare allora un angelo del Signore e le sue ali sospingono la barca fino all’Isola di Ischia fino alla Baia di San Montano, dove miracolosamente attra

cca. In breve sui declivi dell’isola si diffonde un nuovo profumo: sulla sabbia fioriscono i gigli.

Santa Restituta si festeggia il 17 di maggio

Santa Patrizia di Costantinopoli

Discendente del grande imperatore Costantino, nacque a Costantinopoli, educata a corte dalla nutrice Aglaia, fece voto di verginità in giovane età e per esservi fedele, fuggì dalla città perché l’imp

eratore Costante II (668-685) suo congiunto le aveva imposto il matrimonio.Arrivò a Roma insieme ad Aglaia e ad altre ancelle e recatosi da papa Liberio, ricevtte il velo verginale.Alla morte del padre, Patrizia fece ritorno a Costantinopoli e rinunciando ad ogni pretesa sulla corona imperiale, distribuì i suoi beni ai poveri e andò in pellegrinaggio verso la Terra Santa.

Ma una terribile tempesta la fece naufragare sulle coste di Napoli e precisamente sull’isoletta di Megaride (Castel dell’Ovo), lì vi era un piccolo eremo dove purtroppo dopo brevissima malattia muore.

I funerali per celeste rivelazione della nutrice Aglaia si tengono in modo solenne con la partecipazione del vescovo, del duca della città e di tanta gente, il carro tirato da due torelli senza guida si arresta davanti al monastero di Caponapoli dei Padri basiliani, dedicato ai ss. Nicandro e Marciano, ove Patrizia in una tappa a Napoli del precedente viaggio a Roma aveva indicato come luogo dove riposerà il suo corpo, e lì rimase con le sue consorelle che l’avevano seguita e che da lei si chiameranno Patriziane o Suore di Santa Patrizia.

Il monastero, trasferiti i monaci basiliani in quello di s. Sebastiano, fu tenuto dalle suore e sotto la regola benedettina ebbe secoli di vita gloriosa.Per eventi storici e politici nel 1864 le spoglie furono traslate nel monastero di s. Gregorio Armeno, esse rivestite di cera sono contenute in un’urna pregiata d’oro e d’argento ornata di gemme, nella cappella laterale della monumentale chiesa del monastero.La santa è molto venerata e anche qui avviene un miracolo della liquefazione del sangue e della manna.

La manna fu vista trasudare, come altre tombe di santi, dal sepolcro, in particolare una grande effusione si ebbe il 13 settembre di un anno fra il 1198 e il 1214.Il sangue invece sarebbe uscito miracolosamente da un alveolo di un dente che un cavaliere romano per devozione esagerata aveva strappato al corpo della santa, morta da qualche secolo.

Dente e sangue sono conservati in un reliquiario di notevole pregio. Nei vari secoli lo scioglimento del sangue è avvenuto con modalità e tempi diversi. Attualmente, dopo le preghiere si scioglie lungo le pareti dell’ampolla. Questo miracolo è meno conosciuto dell’altra liquefazione che pure avviene a Napoli, cioè quella di s. Gennaro patrono principale della città.

S. Patrizia è compatrona di Napoli e viene festeggiata il 25 agosto.

Santa Lucia

A Napoli, nel borgo marinaro di Santa Lucia (al quale fa riferimento la celebre canzone napoletana Santa Lucia) i festeggiamenti cominciano dal sabato precedente il 13, con una processione che porta il busto argenteo della Martire, risultante dalla fusione di diversi ex voto, dal mare fino alla chiesa di Santa Lucia. All'alba del 13 dicembre, lungo l'itinerario verso la chiesa di Santa Lucia viene collocata una batteria di fuochi che precede la processione dei fedeli, i quali recano candele o bengala a simboleggiare la luce della Martire che pervade il buio della notte. Per tutta la giornata del 13 dicembre si tiene Messa ad intervalli di un'ora, fino alle 18:30 quando l'intervento del cardinale chiude le celebrazioni e dà avvio all'ultimo spettacolo pirotecnico.

Santa Teresa D’Avila

Il cuore della santa è conservato in una teca ad Alba de Tormes, in Spagna, dove è possibile osservare delle ferite. Dopo la sua morte, sottoposta ad autopsia, fonti del tempo sostengono avvenne un evento miracoloso: si dice che, estrattole il cuore, furono osservate proprio le cinque ferite che ella aveva descritto, attribuite secondo la chiesa alla Transverberazione di cui una di dimensioni superiori ai 5 centimetri.

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