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Il vulcano di Roccamonfina

Il vulcano di Roccamonfina

roccamonfinaIl Roccamonfina – tra gli Aurunci e la media valle del Garigliano a ovest, il monte Massico a sud, la piana del Volturno a sud-est, la catena del monte Maggiore a est e le ultime propaggini delle Mainarde a nord – è il più settentrionale degli apparati vulcanici della Campania e presenta una conformazione simile al Vesuvio; a differenza di quest’ultimo, però, non ha dato luogo, a memoria d’uomo, ad alcuna eruzione e può, quindi, essere considerato spento.

Dalla montagna, comunque, sgorgano alcune sorgenti termali e minerali , che, insieme ai frequenti movimenti sismici, rendono testimonianza dell’antica attività endogena.

Il rilievo – formatosi nel corso del terziario e del primo quaternario – si compone di un apparato più antico, terminante con una grande cinta craterica, ben conservata soprattutto nella parte occidentale, dove il monte Frascara raggiunge l’altezza di 960 m; nell’interno del cratere si erge il cono più recente, distinto in due vette, il monte Santa Croce (1005 m) ed il monte Lattani (810 m).

Sulle pendici sudorientali del vulcano, inoltre, compaiono alcuni crateri avventizi che ne alterano profondamente la classica forma cornea.

La natura vulcanica del terreno fa sì che il Roccamonfina si di stingua dalle montagne vicine per la ricchezza del manto vegetale, rappresentato specialmente dal castagno, che copre tutta la sommità del rilievo estendendosi talora fino alla sua base, dove è diffuso anche il ceduo (di quercia e castagno), mentre là dove il suolo è più sterile subentra una boscaglia rada.
Quanto all ‘agricoltura, sulle pendici occidentali, meridionali e sudorientali, domina l’olivo, pur essendo presenti anche la vite ed altre colture legnose; i seminativi, spesso arborati, prevalgono invece nelle aree settentrionali ed in quelle nord-orientali.

La fertilità del suolo e la morfologia generalmente dolce rendono il Roccamonfina densamente abitato.
Prevale di gran lunga l’insediamento in centri e nuclei compatti, composti di case modeste, in tufo e ad un piano: al terreno v’è il rustico con la stalla, la cantina ed i magazzini, mentre al piano superiore, cui si accede con scala esterna, v’è l’abitazione, generalmente di due vani; una scala interna, infine, porta al solaio, adibito a fieni le o a deposito.

Numerosi e tipici sono i cortiletti, congiunti alle viuzze tramite stretti sottopassaggi, che, sormontati da piccoli vani appartenenti alle abitazioni, sono frequenti specialmente nelle aree più elevate. Accanto alle case, o alla periferia del paese, compaiono ricoveri scavati nel tufo (‘grotte’), impiegati come ovili, depositi e, oggi, come autorimesse; poche le case sparse, anch’esse con scala esterna ed abitazione sovrastante al rustico.

Fra i centri, a parte quelli ormai urbanizzati come Sessa Aurunca e Teano, il più pittoresco è Roccamonfina (4000 ab., a 605 m sul mare), situato in posizione panoramica ai piedi del monte Santa Croce ed apprezzato luogo di villeggiatura: tutta la montagna, del resto, grazie ai suoi peculiari paesaggi ed alla mitezza del clima estivo, è meta d’un cospicuo movimento turistico, che potrebbe essere ulteriormente potenziato nel quadro di una più idonea utilizzazione del litorale domiziano, di
cui il Roccamonfina rappresenta il naturale hinterland.

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