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Il chiostro di San Gregorio Armeno

Il chiostro di San Gregorio Armeno

Sebbene non se ne conosca con esattezza la data di fondazione, è certo che il chiostro di San Gregorio Armeno già esisteva in epoca anteriore al XI secolo lungo il decumano inferiore anche detto augustale. In un decreto emanato nel 1025 da Sergio, duca di Napoli, viene infatti citata la Cappella di San Gregorio insieme a tre cappelle (San Pantaleone, San Sebastiano e San Salvatore) che dovevano essere fuse in un grande edificio dedicato a San Gregorio, vescovo di Armenia, le cui reliquie erano state portate a Napoli da alcune monache basiliane sfuggite alla persecuzione iconoclasta. Un’ulteriore conferma si rileva dal carteggio relativo al processo svoltosi tra il 1624 ed il 1669, dove si legge che nel 1025 il duca di Napoli avrebbe unito i monasteri di San Pantaleone e San Gregorio in un unico complesso e decretato il passaggio delle reliquie custodite in San Pantaleone presso la nuova fabbrica religiosa intitolata al santo.
In origine il chiostro era stato concepito secondo una forma rettangolare in uno spazio verde adibito a orto delimitato da undici archi per dodici.
Intorno al 1565, a causa delle regole di clausura imposte dal Concilio di Trento, le suore furono costrette a modificare l’intero complesso monastico.

I lavori cominciarono dalla chiesa che, secondo le disposizione tridentine, doveva essere esterna al nucleo conventuale, mentre le religiose rivolsero particolare cura al chiostro, che rimenava il loro unico, possibile spazio aperto. Le opere furono affidate ad Antonio Vincenzo della Monica, architetto e ingegnere di Cava dei Tirreni, su richiesta della badessa Lucrezia Caracciolo, riprendendo il disegno del chiostro di San Marcellino, da lui stesso progettat, la cui struttura rispondeva ad una esigenza preziosa per le suore: dominare con lo sguardo il paesaggio urbano, oltre che poter godere di aria e di luce. Cinque belvedere resero meno dura la clausura. I due più bassi si trovano rispettivamente accanto alla cupola e sull’angolo orientale al quale fa da sfondo il campanile di San Lorenzo. La vista di via San Gregorio Armeno si gode dal belvedere posto vicino al campanile settecentesco, costruito sull’antico cavalcavia. Il muro esterno della clausura ha un panorama raggiungibile attraversando due cancelli in ferro. Infine la terrazza-belvedere, la più alta, è un piccolo quadrato avente cinque archi su ogni lato, alla quale si giungeva salendo una scala di legno a doppia rampa.

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