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Masuccio Salernitano, storia e piccola fotogallery

Masuccio Salernitano, ecco la sua storia

masuccio salernitanoMasuccio Salernitano. Tommaso Guardati detto Masuccio, nato attorno al 1410 probabilmente a Salerno. Qui trascorse sicuramente gli anni dell’infanzia e della giovinezza, essendo il padre segretario del principe Raimondo Orsini. Fu a sua volta segretario di Roberto Sanseverino, grande ammiraglio del Regno.

Morì nel 1475. Attorno alla metà del secolo diede inizio alla sua attività di novelliere.

Dopo un lungo tirocinio fatto di sperimentazioni stilistiche, dedicò a Ippolita Sforza, duchessa di Calabria, una raccolta di cinquanta novelle – il novellino – divise in cinque decadi, ogni decade con un proemio e ogni novella con una lettera dedicatoria e un commento finale (dell’autore stesso) . Ciascuna delle cinque parti risponde a un tema particolare: la condanna della corruzione del clero, le beffe ai danni dei gelosi, il biasimo della lussuria femminile , l’alternanza di novelle meste e facete, le magnificenze dei principi e le loro cortesie. Suoi modelli furono l’antico poeta satirico Giovenale e Boccaccio , di cui cercò di emulare l ‘ornata solennità e la retorica intonazione dello stile.

Fieramente avverso agli ecclesiastici secondo la tradizione politica del Regno di Napoli, e ostile anche alle donne nelle quali condannò con sdegno l’immediata naturalezza dell’istinto sessuale, Masuccio riuscì particolarmente vivo nei disegni satirici che portò spesso al limite dell’allucinata fantasia.

masuccio salernitanoIl fondo della quale , come ha fatto notare Attilio Momigliano, rimane più tragico che comico, donde l’orientarsi di Masuccio verso le scene grottesche, verso i colori cupi e a forte contrasto, verso un gusto dell’orrido (e del laido) che giunge al suo culmine nella XXXI novella , dove si narra di due amanti che, finiti in un ospedale per lebbrosi, sono da essi straziati. Se in Boccaccio la tragedia compare in grazia di potenti scorci (come nel dramma di Lisabetta), in Masuccio si volge in disperazione, in gesti convulsi, in orrore, e lo stesso grottesco – che è il tono più diffuso del libro – è sempre accompagnato da una cupa sostenutezza.

In tale direzione i migliori risultati sembrano quelli consegnati nella novella d’apertura che racconta le peripezie di un morto. Abbastanza lenta nella prima parte, con parecchi echi petrarcheschi nella lettera d ‘amore che il protagonista Diego scrive alla donna che intende conquistare, essa si viene svolgendo in un susseguirsi rapido e violento di fatti sconcertanti, fino alla scena conclusiva di due corsieri che s’ inseguono furiosi per le strade di Salamanca.

Va anche ricordato che alcune novelle di Masuccio rimasero celebri per la ripresa che ne fecero scrittori successivi. La XXXIII novella per esempio, che narra la storia dei due amanti senesi Mariotto e Ganozza, e che per il tema della sepolta viva già si trovava in un racconto di Sermini, avrà un’immensa fortuna nella tragica storia di Giulietta e Romeo, da Luigi Da Porto a Bandello e a Shakespeare (Storia di Masuccio Salernitano).

 

 

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