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Pulcinella, l’anima del popolo napoletano

Pulcinella, ecco la sua storia

Pulcinella nella nacque nel XVII secolo. Il nome sembra derivare dalla forma dialettale napoletana pollicino (pulcino) con cui venivano chiamati i giullari, e ciò spiegherebbe il naso adunco della maschera, la goffaggine del comportamento e la sua voce chioccia. pulcinella teatro baroccoPer quanto riguarda il costume tradizionale è quello degli abitanti del contado napoletano: un ampio camicione bianco, stretto in vita e rimborsato sui fianchi, larghi pantaloni bianchi, cappello a cono, anch’esso bianco, e sul volto una mascherina nera a becco solcata di rughe. La nascita di Pulcinella segnò l’avvento di una comicità napoletana, contrapposta, in una felice e dinamica libertà espressiva, a quella delle altre maschere. È difficile sintetizzare il carattere del personaggio, che ci appare ora sciocco ora scaltro, ora vinto ora giustiziere, e sfugge quindi a una definizione precisa: la sua personalità, comunque, si presenta orientata verso una comicità disincantata e spensierata, in cui notevole parte viene lasciata alla mimica e alla danza (Storia di Pulcinella).

Non a caso Eduardo De Filippo, grandissimo Pulcinella, dice che la maschera è l’espressione emblematica del popolo napoletano: travagliato da tante dominazioni straniere e da tante sofferenze, ma sempre capace di sopravvivere grazie al suo spirito filosofico e beffardo, alla sua gioia esistenziale, stimolata dagli incontri con la natura che lo circonda; una gioia profondamente poetica, che guizza tra le maglie della rassegnazione consapevole e della conseguente amarezza.

Ecco una parte del testo A città e Pullecenella: Comm’è bella, comm’è bella, ‘a cittá ‘e Pullecenella… Comm’è bella, comm’è bella, ‘a cittá ‘e Pullecenella…Mme dispiace sulamente ca ll’orgoglio ‘e chesta gente, se murtifica, ogne ghiuorno, pe’ na máneca ‘e fetiente che nun tènono cuscienza, che nun tènono rispetto…Comme fanno a pigliá suonno, quann’è ‘a sera, dint”o lietto?!…Dint”o lietto, dint”o lietto, quann’è ‘a sera, dint”o lietto…Dint”o lietto, dint”o lietto, quann’è ‘a sera, dint”o lietto….”.

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