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I Fantasmi di Piazza san Domenico: Maria D’Avalos

foto 1Siamo nella centralissima Piazza San Domenico, dominata dalla guglia di San Domenico eretta dai napoletani scampati alla peste del 1656 e realizzata da Francesco Antonio Picchiati e Domenico Antonio Vaccaro. In questa bellissima piazza, teatro della movida partenopea, al civico numero 9 si ergeun elegante edificio costruito nel XVI secolo dall’architetto Giovanni Merliano da Nola, è il celebre palazzo di Sangro dei principi Sansevero.
Oltre che per la bellezza architettonica e gli aspetti storico-artistici, l’imponente magione è nota per alcune leggende di fantasmi ed affini.
La prima è una storia d’amore e di morte piuttosto nota: nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre 1590, il palazzo fu teatro di un feroce assassinio, Carlo Gesualdo, principe di Venosa conte di Consa e nipote di San Carlo Borromeo, fece uccidere dai suoi sgherri la moglie Maria D’Avalos e l’amante di lei don Fabrizio Carafa, nella camera da letto al primo piano.
Gesualdo, il padre della musica vocale ed il più grande madrigalista di tutti i tempi, era un uomo più attratto dalla musica vocale e dalla caccia che dalla giovanee appassionata consorte, la quale finì con l’invaghirsi del bellissimo Fabrizio (detto l’angelo), e lasciarsi andare ad una travolgente storia d’amore. L’invidia di amici e parenti per questa bellissima storia d’amore fece giungere al marito le solite voci e nacque così in una notte d’inverno, la trappola mortale: lui finse di partire dicendo di voler andare a caccia per qualche giorno ad Agnano ed invece rientrò nell’appartamento attraverso una scala secondaria, sorprendendo i 2 amanti.
I due moriranno abbracciati, mentre si scambiano l’ultimo bacio.
La leggenda narra inoltre che dopo essersi ritirato nel castello del suo paese, Gesualdo, pazzo di gelosia, abbia ucciso anche il suo unico figlioletto, credendolo illegittimo, non solo ma si dice che il cadavere della donna dopo essere stato trasportato in piazza sia stato violato da un domenicano che ne era segretamente innamorato.
Il grande musicista che fu anche amico del Tasso del quale musicò alcune opere, cercò poi di mettersi in pace con la coscienza edificando due monasteri, quindi si riposerà con Eleonora d’Este dalla quale avrà un figlio.
Tuttavia secondo quanto riferiscono le cronache fu sempre inseguito da un rimorso che si stanziò nel suo cuore come un verme nel cadavere. Così come ancora oggi , non trova pace il fantasma di Maria d’Avalos che vaga di notte per le strade buie cercando il suo bambino ed il suo amato”.

 

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