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Santa Chiara

COMPLESSO CONVENTUALE DI SANTA CHIARA

Insula religiosa con l’originale tipologia del doppio convento  costituito dalla zona adibita alle Clarisse e  la zona adibita aiFrati Minori).
La Chiesa venne costruita fra il 1310 ed il 1328, per volere di Roberto d’Angiò e della moglie Sancia di Majorca, dagli architetti napoletani Gagliardo Primario e Leonardo di Vito, in stile gotico-provenzale.
Fu poi r
istrutturata in stile barocco nel XVIII secolo, ma poi distrutta dai bombardamenti dell’agosto 1943 fu riportata nel dopoguerra alle originarie forme gotiche.

La semplice facciata esterna è costituita da un pronao a tre arcate ogivali, dal grande rosone e dal simbolico oculo triangolare.
L’interno si presenta come un’ampia e luminosa aula rettangolare coperta da una volta a capriate lignee con nove cappelle laterali senza transetto. Il bel pavimento in marmi commessi fu disegnato da Ferdinando Fuga e realizzato nel 1761-63.
A destra dell

'ingresso vi è il sepolcro di Agnese e Clemenza di Durazzo. L’altare maggiore è dominato dal maestoso “Sepolcro di Roberto d’Angiò” (1343-44) di Giovanni e Pacio Bertini,  maestri fiorentini. Sul lato destro le tombe di Carlo duca di Calabria (1330-38 ca.) e della seconda moglie Maria di Valois (1333-38 ca.) del senese Tino di Camaino.
Nello spazio retrostante l’altare maggiore, vi è il trecentesco Coro delle Clarisse costituito da tre navate, affrescato da Giotto e dalla sua bottega con l’Apocalisse e il Compianto su Cristo Morto, di cui rimangono solo pochi frammenti. La ‘Scala regia’ porta al Chiostro delle Clarisse, ora dei frati Minori, che fu trasformato nel XVIII secolo dall’architetto D.A. Vaccaro secondo la tipologia settecentesca del “giardino rustico”: due viali perpendicolari, posti su un piano sollevato rispetto ai portici, si incrociano al centro del chiostro, delimitano il giardino e sono fiancheggiati da panchine e pilastri ottagonali rivestiti di maioliche policrome con scene campestri, mitologiche, paesaggi, trionfi carnevaleschi e festoni di frutta e fiori.
La decorazione, opera dei ceramisti Giuseppe e Donato Massa (1741-42), rappresenta uno dei capolavori dell’arte napoletana del Settecento.
In alcuni locali dell’ala occidentale del chiostro maiolicato è allestito il Museo dell’Opera di S. Chiara, dove sono esposti preziosi oggetti liturgici, elementi decorativi e sculture originariamente poste nella chiesa. Attraverso queste testimonianze è possibile ricostruire le diverse fasi della vita del monumento e le successive stratificazioni del sito.

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