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Ss. Crispino e Crispiniano

Fu edificata dall’arte dei calzolai nel 1532 situata in Via Antonio Ranieri, nella zona della Duchesca.

Fondata nella prima metà del Cinquecento, contiene alcune tele di autori locali. Gli artisti la fecero tutta dipingere dal Criscuolo, ed intagliare la cona in legno dal Merliano; fu deturpata poi nel secolo XVII, pel mal vezzo di restaurare ,cioè  guastare, l’ antico. Vi fu dappresso dai medesimi calzolai eretto un conservatorio per le donzelle dell’arte loro nel 1637; ma sul principio di questo secolo il tempio e il conservatorio per mancanza di mezzi furono abbandonati, finchè  le cure del Card. Riario e di Ferdinando II vi chiamarono ad abitare i PP Buffalini; allora si restaurò il tempio. Fra la volta e il cornicione ci sono dei quadri esprimenti le gesta dei SS. Titolari, lavori di moderni autori, ricavati però dalle  antiche pitture del Criscuolo, delle quali si fecero copie in bozzetto prima dell’ultimo restauro. Rappresentano, a cominciare da sinistra dello spettatore: primo, i SS. Crispino e Cr

ispiniano, che distribuiscono ai poveri il loro patrimonio, del de Feoli;  secondo, che nella calzoleria meditano le cose celesti, del Salomone; terzo, menati innanzi al Preside, dello stesso; quarto, tradotti in prigione, di del Re; quinto, immersi nell’ olla bollente, del Iovene; sesto, decolati, del Lamonica. Sul Maggiore altare vi è un goffo tabernacolo, le statue della Vergine e quelle dei SS. Titolari non si credono

lavoro del Merliano. Nella prima cappella a sinistra è una bellissima tavola dei Santi Titolari lavoro d’eccellente pennello del secolo XV, restaurata da Nicola La volpe; sarebbe pure bella la tela della Risurrezione di Lazzaro nell’altra cappella, se la figura del risorto mostrasse l’antecedente stato di morte. I due quadretti di Cristo sotto la Croce della Vergine del Buono Consiglio, collocati nello spazio intermedio delle cappelle della Nave sono lavori pregiati del secolo XV. E’ bella in sagrestia una tavola di marmo della Vergine tra Ss. Crispino e Crispiniano sullo stile del Merliano.

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