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Convento dei Girolamini

Convento dei Girolamini

Lungo l’antico Decumano che oggi porta il nome di Via Tribunali si affacciano numerose meraviglie artistiche ed architettoniche, cappelle, palazzi, chiese. Tra queste troviamo il complesso dei Girolamini, autentica cittadella conventuale fondata nel XVI secolo per la Congregazione degli Oratoriani, teatro di una storia che ha il sapore del Paranormali. A cominciare dalla grande facciata di marmo realizzata da Ferdinando Fuga nel 1780 per la chiesa della Congregazione di San Filippo Neri ( conosciuta con il suo nome attuale perchè proveniente dalla chiesa di San Girolamo alla carità). Il complesso, sorto su diverse preesistenza, in prossimità del Duomo, oltre alla magnifica Chiesa Barocca dove ritroviamo dipinti di Guido Reni, Luca Giordano e Pietro da Cortone, ed una Pinacoteca, due Chiostri ed una strordinaria biblioteca di oltre sessanta mila volumi che purtroppo però ha subito negli ultimi anni deturpazioni da parte di persone che volevano appropriarsi di un bene di proprietà dell’umanità.

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Biblioteca dei Girolamini

In una cronaca anonima settecentesca conosciuta agli Oratoriani solo dopo il 1857 dal titolo”Caso successo nell’anno 1696 a 4 di Maggio nella casa dei Padri Girolamini” giorno in cui avvennero vicende veramente strane all’interno del convento. “Carlo Maria Vulcano, nobile sorrentino e novizio Oratoriano, mentre dormiva nella sua celletta, la notte del 4 maggio 1696, fu svegliato bruscamente da un gra fracasso, e gli apparvero certe ombre, tanto orrende che scappò fuori, invocando aiuto. Accorsero il padre Niccolò Squillante, Maestro dei Novizi ed alcuni di costoro. Parve a tutti che il Vulcano si fosse ingannato e lo persuasero a riaddormentarsi. Da quella notte, però sino al marzo 1698, le manifestazioni spiritiche sii rinovellarono sempre, con singolare insistenza: lanci di pietre, rottura di mobili, colpi alle porte”. E dopo aver messo in evidenza l’imbarazzo dei monaci che decisero di allontanare momentaneamente il novizio, l’anonimo cronista ci spiega che al giovane non bastò viaggiare sino a Sorrento e Capri per liberarsi dell’inopportuno compagno di viaggio che gli aveva confidato di essere lo stesso Diavolo dall’inferno”. <continuarono inspiegabili incendi, “piatti rotti in cocci, abati presi a calci e provole divorate”, fino all’abbandono del giovane nobile che “gettò alle ortiche  l’abito e rientrò nel bel mondo”, cosa che fece “involontariamente e solo perchè quella era lunico modo per liberarsi dalle suddette vessazioni del diavolo”. Inevitabilmente, ancora oggi gli abitanti della zonba si tramandano oralmente la storia della possessione e vi aggiungono più recenti vicende di natura demoniaca con il fantasma che si aggirerebbe nelle strade e nei vicoli. Secondo uno studioso napoletano, infine l’origine dei fenomeni sarebbe da ricondurre ad un impropria consultazione di libri proibiti conservati nell’archivio segreto della grande biblioteca del Convento, il giovane si sarebbe fatto ospitare per poter accedere a pubblicazioni altrimenti inavvicinabili ed avrebbe scatenato, con involontarie invocazioni, delle forze incontrollabili.

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Interno della chiesa dei Girolamini

Complesso dei Girolamini

Piazza Gerolomini,

84090 Napoli
Tel: 081 292319

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