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Grotte di Seiano

Grotte di Seiano

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Lunga quasi ottocento metri, larga in media cinque ed alta sette, la straordinaria galleria sotterranea è legata soprattutto a tre nomi: quello del celebre architetto Lucio Cocceio Aucto, quello del cavaliere romano Publio Vedio Pollione ed infine quello del ministro di Tiberio, Seiano. Il primo l’ha realizzata presumibilmente tra il 40 ed il 30 a.C., un periodo d’oro per il progettista di fiducia di Marco Vispanio Agrippa che, oltre il traforo, riusci’ ad edificare il tempio dedicato ad Augusto sull’Agropoli di Pozzuoli, la Grotta di Cocceio ( che collega Cuma con il lago d’Averno, sede del porto militare romano), e la piu’ famosa di tutte: la Crypta Neapolitana.
Vedio Pollione era invece il personaggio politico che si fece costruire il grandioso complesso residenziale destinato ad imporre il nome all’intera collina, il Pausilypon ( luogo di riposo dagli affanni ), un personaggio singolare del quale gli scrittori antichi, Plinio, Dione Cassio, Seneca, ricordano in particolar modo l’immensa ricchezza e l’efferata crudeltà. Famoso l’episodio che ricorda come solo grazie all’intervento di Augusto fu possibile salvare uno schiavo che, reo di aver roto un vaso era stato condannato dal cavaliere ad essere gettato nella vasca delle murene. Alla sua morte Vedio Pollione lascio’ il Pausylipon all’iperatore ed ai suoi successori che l’ingrandirono e ne fecero una vera e propria residenza imperiale che occupava un’area che andava da Trentaremi a Marechiaro con tanto di quartieri per gli ospiti e gli addetti ai servizi, un teatro capace di accogliere duemila spettatori, un odeion per gli spettacoli musicali, impianti termali, ninfei, giardini ed altro ancora, Una sorta di cittadella che dovrebbe diventare un parco archeologico naturale in tempi relativamente brevi che secondo molti studiosi sarebbe proprio all’origine della costruzione della galleria consentendo un rapido accesso alla villa dell’altro versante della collina e, al tempo stesso, il tufo scavato sarebbe stato utilizzato per la costruzione del complesso imperiale. Infine il terzo nome, quello del ministro Tiberio, Seiano,che secondo un’ipotesi dell’umanista napoletano Pontano, sarebbe stato il committente dell’opera.

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Dimenticata per secoli, la galleria fu riscoperta nel Maggio del 1849: mentre si lavorava alla costruzione della strada che voleva collegare Bagnoli con Coroglio gli operai scoprirono l’accesso al lungo cunicolo, in gran parte interrato, sul fianco della collina. Il re Ferdinando II intervenne personalmente e chiese di riattivare il passaggio, cominciarono cosi’ imponenti lavori di scavo che in breve tempo permisero la riapertura nel luglio del 1841. Gli archi di tufo sistemati a sostegno del lato verso Coroglio ne avevano ridotto l’apertura, ma il passaggio manteneva tutto il suo fascino. Fascino che fu ovviamente messo da parte nel periodo bellico quando la galleria, come altre centinaia di cavità sotterranee della città, fu trasformata in ricovero antiaereo ed ospitò centinaia di abitanti della zona. Questo utilizzo fu mantenuto anche in anni più recenti ma con bea altre motivazioni: nel dicembre 1987 un gruppo di speleologi che stava ispezionando una serie di cunicoli di una rete idrica coeva si trovo’ di fronte un singolare barbone che ormai da anni si era trasferito in pianta stabile in una delle grotte minori, il quale tranquillamente spiego’ di essersi rifugiato nei sotterranei dopo essere stato abbandonato dalla moglie. Era insomma un eremita per amore. Ma aldilà delle tante storie e del mille misteri che nasconde il sottosuolo napoletano, la passeggiata nella grotta di Seiano, riaperta al pubblico da diversi anni, offre l’intensa emozione del contrasto tra due spettacoli, quello del viaggio nelle viscere della città e quello del panorama mozzafiato sull’azzurro del golfo che si apre improvvisamente lungo il percorso, in corrispondenza delle apertura sulla baia dei Trentaremi che fanno dimenticare ogni affanno.

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Almost half a mile long, wide average of five and seven high, the extraordinary underground tunnel is mainly linked to three names: that of the famous architect COCCEIUS AUCTUS, that of the Roman knight Vedius Pollio and finally that of the minister of Tiberius, Sejanus. The first has made presumably between 40 and 30 BC, a golden age for the trusted designer Marco Vispanio Agrippa that, over the tunnel, was able ‘to build a temple dedicated to Augustus sull’Agropoli of Pozzuoli, Cave Cocceio (Cuma connecting with Lake Averno, the seat of the Roman military port), and the most ‘famous of all: the Neapolitan Crypt.
Vedio Pollio was instead the political figure who built the grand complex intended to impose its name to the hill, the Pausilypon (place of rest from troubles), a singular character of which the ancient writers, Pliny, Dio Cassius, Seneca , recall above all the immense wealth and unbridled cruelty. The famous episode that recalls how only through the intervention of Augustus was able to save a slave who, guilty of a rotary vessel had been sentenced by the rider to be thrown in the tub of eels. At his death Vedio Pollio leave ‘the Pausylipon all’iperatore and his successors that the enlarged and turned it into a real imperial residence which occupied an area stretching from Trentaremi Marechiaro complete with quarters for guests and employees services, a theater that can accommodate two thousand spectators, a odeion for musical shows, spas, water lilies, gardens, and more, is a sort of citadel that would become an archaeological park natural relatively quickly that many scholars would own all ‘origin of the construction of the tunnel allowing quick access to the villa the other side of the hill and at the same time, the tuff excavated would be used for the construction of the imperial complex. Finally, the third name, that of minister Tiberius, Sejanus, according to a hypothesis that the humanist Neapolitan Pontano, was the commissioner of the work.

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Forgotten for centuries, the gallery was rediscovered in May 1849 while he worked on the construction of the road that would connect with Bagnoli Coroglio workers discovered access to the long tunnel, much of it underground, on the hillside. King Ferdinand II personally intervened and asked to reactivate the transition began so ‘massive excavation that quickly allowed the reopening in July 1841. The arches of tufa arranged to support the side towards Coroglio it had reduced the opening, but the passage kept all its charm. Charm that was obviously put aside during the war when the gallery, like hundreds of other underground cavities of the city, was transformed into air raid shelter and was home to hundreds of local residents. This usage was maintained in recent years but with bea other reasons: in December 1987, a group of cavers who was inspecting a series of tunnels to a water network coeval find ‘facing an unusual homeless man who for years had moved in permanently in one of the smaller caves, which easily explain ‘of having taken refuge in the basement after being abandoned by his wife. It was short, a hermit for love. But beyond the many stories and a thousand mysteries that hides the subsoil of Naples, the walk to the cave of Seiano, reopened to the public for several years, it offers the intense emotion of the contrast between two shows, one of the journey into the bowels of the city and that of the breathtaking view over the blue bay that opens suddenly on the way, at the opening of the Bay of Trentaremi that make you forget all my toil.

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Près de la moitié d’une longue et large en moyenne de mile de cinq et sept de haut, le tunnel souterrain extraordinaire est principalement liée à trois noms: celui du célèbre architecte Cocceius Auctus, celle du chevalier romain Vedius Pollion et enfin celle du ministre de Tibère, Séjan. Le premier a fait vraisemblablement entre 40 et 30 avant JC, un âge d’or pour le concepteur de confiance Marco Vispanio Agrippa que, sur le tunnel, a été en mesure ‘de construire un temple dédié à Auguste sull’Agropoli de Pozzuoli, Cave Cocceio (Cuma connexion avec lac Averne, le siège du port militaire romain), et le plus «célèbre de tous: la crypte napolitaine.
Vedio Pollion était la figure politique la place qui a construit le grand complexe destiné à imposer son nom à la colline, l’Pausilypon (lieu de repos de troubles), un caractère singulier dont les écrivains de l’antiquité, Pline, Dion Cassius, Seneca , rappeler avant tout l’immense richesse et la cruauté effrénée. Le célèbre épisode qui rappelle comment que par l’intervention d’Auguste a réussi à sauver un esclave qui, coupable d’un navire de rotation avait été condamné par le cavalier d’être jeté dans le bain d’anguilles. A sa mort Vedio Pollion congé du all’iperatore Pausylipon et ses successeurs que le élargi et transformé en une véritable résidence impériale qui occupait une zone allant Trentaremi Marechiaro complète avec les trimestres pour les clients et les employés des services, un théâtre qui peut accueillir deux mille spectateurs, une Odéon pour des spectacles musicaux, des spas, des nénuphars, jardins, et plus, est une sorte de citadelle qui deviendra un parc archéologique naturel relativement rapidement que de nombreux chercheurs détiendraient tous ‘origine de la construction du tunnel permettant un accès rapide à la villa de l’autre côté de la colline et dans le même temps, le tuf excavé serait utilisé pour la construction du complexe impérial. Enfin, le troisième nom, celui de ministre de Tibère, Séjan, selon une hypothèse que l’humaniste napolitain Pontano, était le commissaire du travail.

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Oublié depuis des siècles, la galerie a été redécouvert mai 1849, alors qu’il travaillait sur la construction de la route qui relierait avec les travailleurs Bagnoli Coroglio découvert accès au tunnel, en grande partie souterraine, sur la colline. Le roi Ferdinand II est intervenu personnellement et a demandé de réactiver la transition a commencé l’excavation si «massive qui a rapidement permis la réouverture en Juillet 1841. Les arcs de tuf disposés à soutenir le côté vers Coroglio qu’elle avait réduit l’ouverture, mais le passage a gardé tout son charme. Charm qui a été évidemment mis de côté pendant la guerre lorsque la galerie, comme des centaines d’autres cavités souterraines de la ville, a été transformé en abri anti-aérien et était à la maison à des centaines de résidents locaux. Cet usage a été maintenu au cours des dernières années, mais avec bea autres raisons: en Décembre 1987, un groupe de spéléologues qui inspectait une série de tunnels à un coeval découverte du réseau d’eau »face à un homme sans abri inhabituelle qui pendant des années avait déménagé dans en permanence dans une des plus petites grottes, qui expliquent aisément «d’avoir pris refuge dans le sous-sol après avoir été abandonné par sa femme. Elle était courte, un ermite pour l’amour. Mais au-delà des nombreuses histoires et mille mystères que cache le sous-sol de Naples, la marche vers la grotte de Seiano, rouvert au public depuis plusieurs années, il offre l’émotion intense du contraste entre deux spectacles, dont un du voyage dans les entrailles de la ville et celui de la vue imprenable sur la baie bleue qui ouvre soudainement sur la route, à l’ouverture de la baie de Trentaremi que vous faire oublier toutes mes peines.

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