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I Campi Flegrei: I Campi ardenti nella letteratura

I Campi Flegrei: I Campi ardenti nella letteratura

E’ la terra che porta i segni della mitica battaglia tra Giove ed i Titani ribelli, che qui sarebbero stati sepolti dal re degli dei: Tifeo sotto Ischia, Mimante sotto Procida, di conseguenza tutte le eruzioni e i terremoti non sarebbero altro che i sussulti di quei giganteschi corpi vinti ma non distrutti. E’ il luogo d’accesso agli inferi, con i suoi misteriosi laghi: Fusaro( la palude dell’Acheronte), Lucrino, alimentato dai fiumi sotterranei dell’oltretomba, ( Il Cocito ed il Piriflegetonte), e l’Averno, la porta d’ingresso al Regno dei Morti, dove Ulisse ed Enea entrarono per cercare i loro amati e conoscere il proprio destino. E’ la terra della magia, dove la storia, il mito e la leggenda si incrociano continuamente fino a confondersi, sin dalle testimonianze più antiche ed illustri: Omero, Virgilio, Stazio, Silio Italico. E’ questo, secondo il Boccaccio, il luogo di nascita di Venere. E’ questa la patria della Sibilla Cumana, la bellissima figlia di Glauco, pescatore della Boezia, che ebbe il dono della profezia da Apollo in cambio di una vita, forse troppo lunga.

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Il mare, il fuoco dei vulcani, il cielo e la terra, per lunghi secoli quest’area è stata una sorta di paradiso terrestre fatto di luoghi ameni e grandi energie, in primo luogo sessuali. Catullo, pazzo d’amore per Lesbia (Clodia), non aveva dubbi: era la lussuriosa Baia ad indurre al peccato la donna. Ancora più preoccupato Properzio scrive all’amata Cinzia: “non ti lasciar conquistare dalle lusinghe che dai frondosi mormorii ti arrivano.. affrettati a lasciare Baia, il suo peccaminevole incanto. Queste spiagge, nemiche della virtù delle caste fanciulle.. periscano le acque di Baia, delitto d’Amore”. Ed ancora il grande Seneca invita a diffidare dei Campi Flegrei in quanto luoghi di piacere e dalle passioni smodate, altro atteggiamento era stato quello di Giovenale e Petronio.
Miti arcaici, antiche leggende, grandi amori e mille storie, difficile sintetizzare le vicende dei Campi Flegrei, quasi impossibile ignorare i tantissimi riferimenti e richiami ad altro, con Goethe dal suo Viaggio in Italia: in carrozza ed a piedi attraverso il luogo più prodigioso del mondo. Sotto il sole più limpido ed il suolo più infido; macerie d’inconcepibile opulenza, smozzicate, sinistre; acque ribollenti, crepacci esalanti zolfo, montagne di scorie ribelli ad ogni vegetazione, spazi brulli e desolati, poi d’improvviso una verzura eternamente rigogliosa, che alligna ovunque può se s’innalza su tutta questa morte”.

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