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“Introspezione”: Personale di Mario Vanacore al Castel Nuovo

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“Introspezione”: Personale di Mario Vanacore al Castel Nuovo

Mario Vanacore è nato a Napoli nel 1953. Sociologo, psicologo e psicoterapeuta, lavora dal 1980 nella                disegno_VanacoreScuola pubblica, dove insegna Filosofia, Psicologia e Scienze dell’Educazione. E’consulente del
Tribunale di Napoli. Dagli inizi degli anni ’70, fino al ’90, ha effettuato numerose ricerche sul campo
riguardanti le forme espressive della cultura popolare (musica, narrativa di tradizione orale, ecc.) per
conto del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma e la Soprintendenza per i Beni
Storici e Artistici di Napoli. Nel 1983 ha iniziato un lungo training personale e di formazione in
psicoterapia.
Dal 2002 frequenta i corsi del “Libero centro di Arti visive – Ugo Matania” tenuti da Tullia Matania.
Le sue forme espressive predilette sono il disegno, il legno, la ceramica e l’acquarello. Ha partecipato ad
alcune mostre collettive di ceramica (Firenze, Vietri).
“Il disegno è il fondamento di tutte le arti”
L’antica e sempre valida locuzione del Vasari, tanto esplicita quanto sintetica, è espressione del grande
apprezzamento che i maestri del passato avevano nei riguardi dell’attività disegnativa.
Su questa stessa strada, Mario Vanacore, con le sue opere cartacee 70×50 a carboncino e sanguigna,
struttura un modo di raffigurare la modella, quale soggetto riproposto nei vari periodi storici,
rinnovandone l’autenticità nel modo stesso di rappresentare la realtà in posa.
La giusta distanza percettiva di chi guarda la mostra coglie più di una sequenza o, per meglio dire, il
fascinoso scorrere delle immagini che talvolta hanno il taglio immediato, naturale, fresco che è
testimonianza della viva presenza delle varie modelle (espressive di bellezza domestica, di avvenenti e,
talvolta, giunoniche figure), impressa non solo fisicamente ma anche psicologicamente.
Vi è dunque un sincero vissuto soggettivo, al di là dell’immagine, dietro quei ricorrenti atteggiamenti di
soddisfatti abbandoni o di malinconica dolcezza che fanno un tutt’uno con la luce che scorre, evocata
dalla classica morbidezza del segno di Vanacore.
Certo! Si tratta d’introspezioni e di riflessioni sull’essenza della femminilità in una varietà di
atteggiamenti abituali, meditativi, patetici, sensuali. Mario, confidenzialmente, ne ghermisce la bellezza
e imperfezione perchè, come per John Ruskin, le irregolarità e i difetti non sono solo segni di vita ma
sorgente di bellezza. [Franco Lista]
Incontri
Dall’incontro con Tullia Matania, della quale è allievo, riemergono le circostanze di una storia familiare
e di comune sensibilità artistica che i Mataniia condividono con la famiglia materna di Mario. Il nonno
Gennaro Napoli, musicista e direttore del Conservatorio (1881-1943) è stato grande amico di Ugo
Matania, pittore e illustratore (1888-1976) e padre di Tullia. Un autoritratto a olio di Gennaro Napoli si
trova nella Casa d’artista dei Matania. I contatti continuano nelle generazioni successive, con la
collaborazione artistica tra Tullia e Jacopo Napoli (1911-1994), famoso musicista e compositore, fratello
della madre. Dunque la condivisione dell’amore per la musica e per la pittura, la ricerca della verità del
disegno – strumento di delicati equilibri e di memoria – si arricchiscono, nell’incontro tra maestra e
allievo, con il ritrovamento di tracce della propria vicenda personale, che è caro ricordare, e che
spingendosi all’indietro individuano una discendenza da figure rilevanti per la cultura meridionale, da
Demetrio Salazar (1822-1888) – nonno della nonna materna – all’archeologo Mario Napoli (1915-1976)
fratello gemello di Margherita, madre dell’autore. [Annalisa Porzio]

Info
Napoli, Castel Nuovo (Maschio Angioino), Sala Carlo V
4 dicembre 2014 – 8 gennaio 2015
lun/sab 9.00/19.00
tel. 360.799891
mario_vanacore@hotmail.com
www.mariovanacor

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