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La Festa di Piedigrotta: dal Festival Musicale alle Piedigrotte

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La Festa di Piedigrotta: dal Festival Musicale alle Piedigrotte

[:it]La festa di Piedigrotta , dalle oscure origini pagano- cristiane, viene sistematicamente recupera dall’industria culturale napoletana come “festa delle canzoni”. I prodotti maggiormente caratterizzati e caratterizzanti dell’editoria , musicale napoletana diventano, allora, degli anni Ottanta dell’ Ottocento, i ‘numeri unici’ pubblicati in occasione della festa celebrata nella notte tra il 7 e l’8 settembre. Nati dall gloriosa tradizione delle ‘nferte’, i fascicoli di Piedigrotta conservano una doppia natura, letteraria e musicale, presentando anche, nell’impaginazione una netta distinzione tra una prima parte contenente il sommario, una serie di scritti di vario genere  e un’immancabile Storia di Piedigrotta, e una seconda parte riservata ai pentagrammi per canto e piano dei brani- rigorosamente-inediti- presentate al concorso dalle rispettive case editrici. E’ proprio la netta differenzazione interna  del numero unico, sottolineata talvolta dall’impiego di due diversi tipi di carta, a costituire il punto di forza delle ‘ piedigrotte’ destinate ad un pubblico assai più ampio di quello dei soliti spartiti e ben rappresentato , in un’ epoca di “strimpellatrici perniciose”, assidue frequentatrici dei salotti Liberty , da un nucleo familiare più o meno capace di produrre musica in casa; e, pertanto, costantemente interessato alle novità canzonettistiche. Il successo dei fascicoli piedigrotteschi, incoraggia, nei primi anni del Novecento, la realizzazione di ‘strenne ‘musicali nelle più disparate occasioni: la pubblicazione dei numeri unici musicali si fa, cosi’, da annuale, periodica o eccezionale. Esemplare, in questo senso, l’attività della casa editrice E.A. Mario, che , oltre alla, Piedigrotta Mario in settembre, pubblica la Strenna azzurra e la Strenna rosa rispettivamente per Natale e a Pasqua. Le copertine dei fascicoli di Piedigrotta acquistano, in confronto,  a quelle degli spartiti, notevole valore promozionale. Non a caso, a differenza di queste ultime, sono sempre illustrate . In occasione della Piedigrotta, infatti, l’ offerta editoriale aumenta a dismisura  per rivolgersi ad un pubblico non specialistico. E le copertine costituiscono l’unico tratto distintivo per molte pubblicazioni che, altrimenti, rischierebbero di passare- letteralmente- inosservate.Piedigrotta

I numeri unici, inoltre, contenendo tutte le canzoni proposte al concorso musicale da ciascun’editore, rappresentano un veicolo promozionale senza pari. Di abbonati a giornali, a teatri, o per la clientela di negozi affermati; e., dall’altra, di pubblicizzare sulle copertine stesse sensibili rincari sul prezzo,a partire dalla seconda metà di settembre, allo scopo d’incrementare la tiratura. I fascicoli piedigrotteschi, che propongono più spunti e più canzoni, si rivolgono, a più pubblici, una massa composita come la fola festante che compare sulla stragrande maggioranza  delle loro copertine, quasi l’immagine speculare di coloro ai quali si rivolgono; popolani che cantano e ballano, aristocratici un pò a disagio, contadini su carri tirati da buoi o cavalli, borghesi col vestito della festa, giovani popolane che trasportano l’appesa (un ramo coi frutti di stagione come fichi d’India, stendardi e immaginette della Madonna di Piedigrotta). Il tutto secondo tradizione; una tradizione leggendaria, forse inventata, storicamente irrilevante, ma minuziosamente ricostruita.Persino la figura femminile, personalizzazione della città e ornamento abituale della canzone napoletana, è trasfigurata dal mito di Piedigrotta  in pura allegoria,
collocata fuori del tempo, estrapolata dalla realtà, circondata da tralci di vite e grappoli d’uva che le incorniciano il viso, le si abbarbicano i capelli. Alla consuetudine d’illustrare le piedigrotte con immagini facilmente individuabili da parte del pubblico si attengono, in buona sostanza, pure gli illustratori dei numeri unici settembrini del “Monsignor Perrelli”. I quali, piuttosto che rifarsi ai soliti dettami della satira napoletana tardo ottocentesca, improntata alla deformazione a all’esasperazione delle forme, si accostano per l’occasione agli stilemi dei caricaturisti francesi.

 

Guido Girau[:en]

The Piedigrotta festival, from obscure origins pagane- Christian, is systematically recovered by the culture as the Neapolitan “festival of songs”. The products most characterized and characterizing publishing, music Neapolitan become, then, of the eighties the ‘nineteenth century, the’ single issue ‘published during the holiday celebrated on the night between 7 and 8 September. Born from the glorious tradition of ‘nferte’, dossiers Piedigrotta retain a dual nature, literature and music, and also presented, in the layout a clear distinction between a first part containing the table of contents, a series of writings of various kinds and an inevitable Story of Piedigrotta, and a second part reserved for pentagrams for voice and piano of brani- strictly-inediti- submitted to the contest by the respective publishers. It ‘just inside the clear differentiation of the unique number, sometimes emphasized by the use of two different types of paper, to be the strong point of’ Piedigrotta ‘aimed at an audience much broader than the usual music and well represented in an ‘era of “strimpellatrici pernicious”, regularly attend Liberty lounges, a family more or less able to produce music in the house; and, therefore, constantly interested in new canzonettistiche. The success of the files piedigrotteschi, encourages, in the early twentieth century, the creation of ‘strenne’ music in many different occasions: the publication of the numbers only music you do, so ‘, by annual, periodic or exceptional. Exemplary in this sense, the activities of the publisher EA Mario, who, besides, Piedigrotta Mario in September, the public Strenna blue and pink respectively Strenna for Christmas and Easter. The covers of the files Piedigrotta buying, compared to those of music, great promotional value. Not by chance, unlike the latter, they are always illustrated. At the Piedigrotta, in fact, the ‘editorial offering explodes to contact a non-specialist public. And the covers are the only distinctive for many publications that otherwise would risk passare- letteralmente- unnoticed.Piedigrotta

The unique numbers, also containing all the songs in the contest musical ciascun’editore proposals represent a promotional vehicle unparalleled. Subscribers to newspapers, theaters, or for customers of stores established; e., on the other, to advertise themselves on the covers sensitive on price increases, since the second half of September, with the aim of increasing the circulation. The files piedigrotteschi, offering more insights and more songs, they turn to more public, a composite mass as the cheering tale that appears on the vast majority of their covers, almost the mirror image of those to whom they are addressed; common people singing and dancing, a little uneasy aristocrats, peasants in carts pulled by oxen or horses, with the bourgeois party dress, young folk who carry the hanging (a branch with sea
sonal fruits like prickly pears, banners and holy pictures Madonna di Piedigrotta). All according to tradition; a legendary tradition, perhaps invented, historically irrelevant, but minutely ricostruita.Persino the female figure, customization of the city and ornament of the usual Neapolitan song, is transfigured by the myth of Piedigrotta in pure allegory,
placed outside of time, taken from reality, surrounded by vines and bunches of grapes that frame the face, the hair cling. The habit of illustrating the Piedigrotta with images easily identifiable by the public comply, in essence, also the illustrators of the unique numbers settembrini of “Monsignor Perrelli”. They, rather than referring to the usual dictates of satire Neapolitan late nineteenth century, marked by the deformation to the exasperation of the forms, are combined for the occasion to the styles of French caricaturists.

 

 

Guido Girau[:fr]Le festival Piedigrotta, de Christian de origines obscures, est systématiquement récupéré par la culture comme le «Festival de chansons” napolitaine. Les produits les plus caractérisées et caractérisant l’édition, la musique napolitaine deviennent, ensuite, des années quatre-vingt le «dix-neuvième siècle, la« seule question », publié pendant la fête célébrée dans la nuit entre 7 et 8 Septembre. Né de la glorieuse tradition de ‘nferte’, des dossiers Piedigrotta conserver une double nature, la littérature et la musique, et a également présenté, dans la mise en page d’une distinction claire entre une première partie contenant la table des matières, une série d’écrits de toutes sortes et une inévitable Histoire de Piedigrotta, et une seconde partie réservée aux pentagrammes pour voix et piano de brani- strictement inediti- soumis au concours par les éditeurs respectifs. Ce juste à l’intérieur de la différenciation claire du numéro unique, parfois soulignée par l’utilisation de deux types différents de papier, pour être le point de fort »Piedigrotta» destiné à un public beaucoup plus large que d’habitude et la musique bien représentée dans une «ère de” strimpellatrici pernicieuse “, assister régulièrement aux salons de Liberty, une famille plus ou moins capables de produire de la musique dans la maison; et, par conséquent, constamment intéressé à nouveau canzonettistiche. Le succès de la piedigrotteschi fichiers, encourage, dans le début du XXe siècle, la création de «strenne ‘musique dans différentes occasions: la publication des chiffres seulement la musique que vous faites, de sorte’, par annuelle, périodique ou exceptionnel. Des exemples en ce sens, les activités de l’EA de l’éditeur Mario, qui, d’ailleurs, Piedigrotta Mario en Septembre, le public étrenne bleu et rose respectivement étrenne pour Noël et Pâques. Les couvertures des fichiers Piedigrotta achat, comparés à ceux de la musique, une grande valeur promotionnelle. Pas par hasard, contrairement à ce dernier, ils sont toujours illustrés. Au Piedigrotta, en fait, les «placement explose éditoriales de contacter un public non spécialisé. Et les couvertures sont le seul distinctif pour de nombreuses publications qui risquerait autremPiedigrottaent passare- letteralmente- inaperçu.

Les numéros uniques, contenant aussi toutes les chansons dans les propositions de ciascun’editore musicales du concours représentent un véhicule de promotion inégalée. Les abonnés aux journaux, théâtres, ou pour les clients des enseignes établies; e., de l’autre, de se faire connaître sur les couvertures sensibles aux augmentations de prix, depuis la seconde moitié de Septembre, dans le but d’augmenter la circulation. Les fichiers piedigrotteschi, offrant plus d’idées et plus de chansons, ils se tournent vers plus de public, une masse composite que le conte de liesse qui apparaît sur la grande majorité de leurs couvertures, presque l’image miroir de ceux à qui elles sont adressées; les gens communs chantant et dansant, un peu mal à l’aise aristocrates, des paysans dans des charrettes tirées par des bœufs ou des chevaux, avec la robe bourgeoise du parti, les jeunes gens qui portent la pendaison (une branche avec des fruits de saison comme les figues de Barbarie, des bannières et des images saintes Madonna di Piedigrotta). Tous selon la tradition; une tradition légendaire, peut-être inventé, historiquement pertinent, mais minutieusement ricostruita.Persino la figure féminine, la personnalisation de la ville et de l’ornement de la chanson napolitaine habitude, est transfiguré par le mythe de Piedigrotta en pure allégorie,
placé en dehors du temps, pris de la réalité, entouré de vignes et de grappes de raisin qui encadrent le visage, l’adhérence de cheveux. L’habitude d’illustrer la Piedigrotta avec des images facilement identifiables par le public conformer, en substance, aussi les illustrateurs de la numéros uniques settembrini de «Monseigneur Perrelli”. Ils, plutôt que de parler aux diktats habituels de la satire                                                                                                                                                                                       napolitaine fin du XIXe siècle, marquées par la déformation de l’exaspération des formes, sont                                                                                                                                                                                         combinés pour l’occasion aux styles de caricaturistes français.

 

Guido Girau[:]

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