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La Strega di Port’alba

La Strega di Port’alba

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Uno dei tantissimi racconti che si tramandano oralmente in questa parte della città narra della vita e della morte di una strega, Maria a’ Rossa. Tutto ha luogo a pochi metri dalla Porta fatta aprire dal vicerè Antonio Alvarez de Toledo, duca d’Alba nel 1625 su quella che attualmente è piazza Dante, anche per risolvere il problema dei continui buchi che i cittadini praticavano nella cinta muraria per accorciare il cammino d’accesso alla parte intramoenia. La costruzione, che aveva riutilizzato un vecchio torrione angioino, sarà poi modificata nel 1797 e vi sarà inserita la statua di San Gaetano, da notare il grande stamma di Filippo IV di Spagna e ai lati quelli del duca d’Alba e della città.

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Ma torniamo alla leggenda: in questa strada abitava un’affascinante e sensuale fanciulla dai lunghi capelli rossi, e proprio il colore della folta chioma la faceva chiamare Maria a’ Rossa. A vent’anni la ragazza fu presa in moglie da un giovane che abitava nello stesso quartiere. Un giorno non lontano da quello del matrimonio i due sposi si trovarono ad attraversare la zona di largo Sciuscelle, l’attuale Port’alba, quando in prossimità della fontana, il marito fu misteriosamente bloccato; una forza oscura gli impediva di tornare a casa. separando i due giovani. Maria torno’ dunque sola e sola rimase per molto tempo, finchè comprese il destino che le avevano preservato ossia di divenire una strega. In breve la donna si trasformo’ in una vecchia megera dall’aspetto inquietante e prese a praticare le arti magiche sino a diventare molto potente. A questo la gente del quartiere, temendo i suoi poteri decise di farla rinchiudere. Maria fu chiusa in gabbia ed appesa alle mura dove il suo corpo si mummifico’. La leggenda narra che il suo spirito prese a vagare nella notte per vendicarsi delle famiglie che l’avevano tradita.

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