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“L’Ercole” e la collezione Farnese del museo archeologico Nazionale di Napoli


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“L’Ercole” e la collezione Farnese del museo archeologico Nazionale di Napoli

[:it]

Questa famosissima collezione é frutto di anni e anni di storia e si é formata grazie a vari fattori, che nel corso del tempo hanno permesso alla famiglia Farnese di avere delle vere e propri tesori. Inizialmente si é sviluppata sull’ acquisto di collezioni (Sassi e Bernardino Fabio) poi, sulla confisca di altre (Colonna) ed infine anche su donazioni (Cesi), ma soprattutto si  ingrandì anche attraverso il commercio antiquario ed ai tanti rinvenimenti negli scavi di Roma per la risistemazione urbanistica della città, oltre che per abbellire Palazzo Farnese, dove addirittura Michelangelo nel 1546 provvide a progettare scenografie idonee ad accogliere i capolavori venuti alla luce. Alla morte di Paolo III, la raccolta crebbe notevolmente anche grazie alla passione trasmessa al nipote, il cardinale Alessandro, che acquisto altre due collezioni:  Del Bufalo e Cesarini, ma il lascito, nel 1587, dell’eredità di Margherita d’Austria, già vedova di Alessandro dei Medici e poi di Ottavio Farnese, comprendente ad esempio la collezione di gemme famose, già di Lorenzo dei Medici, fra cui la Tazza Farnese, e notevoli sculture in marmo come le statue pergamene, permise alla collezione di diventare una delle più grandi mai esistite.  Altri acquisti furono promossi, inoltre, dal collezionista di famiglia, Fulvio Orsini, che alla morte dono’  anche la sua collezione di gemme, monete e busti arricchendo cosi l’eredità di Odoardo Farnese e la collezione. Questa ricca quantità di materiali antichi e moderni, marmi, gemme, quadri, libri erain gran parte raccolta a Palazzo Farnese: le due statue di Ercole, due di “Flora” e due Gladiatori erano posti sotto le arcate del cortile; il Toro era collocato in un recinto speciale nel secondo cortile. Statue antiche erano distribuite secondo il tema all’interno del Palazzo, nel Gran Salone, nella Sala degli Imperatori, nella Sala dei Filosofi, nella Galleria dei Carracci, mentre altri oggetti, considerati di minore pregio, si trovavano nelle altre residenze, nella Farnesina e negli Horti Farnesiani, i famosi giardini sul Palatino. Dopo il trasferimento della famiglia a Parma, cominciò il periodo di decadenza delle collezioni romane. Nel 1731, con la morte di Antonio Farnese, il ramo maschile della famiglia si estinse, e la collezione passò in eredità, per il tramite di Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna, al loro figlio Carlo di Borbone. Divenuto re di Napoli nel 1734, questi decise il trasferimento delle raccolte parmensi nella capitale del Regno, seguito dal figlio Ferdinando IV che vi portò anche quelle romane: nonostante la forte opposizione del papato, nel 1787 iniziò il trasporto della collezione dai palazzi romani al nascente museo napoletano.

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L’Ercole Farnese é uno dei pezzi più pregiati della parte scultorea della Collezione farnesiana, su trasportato a Napoli nel 1787 per volontà di Ferdinando IV e collocato nella Reggia di Capodimonte, edificata dal padre per ospitare proprio la parte emiliana della Collezione. La statua, scolpita nel III secolo D.C. dallo scultore greco Glicone su un prototipo di Lisippo. Fu trasportata, insieme a tutta la parte romana della Collezione, su delle imbarcazioni che attraversarono il Tevere per raggiungere delle navi sulle quali poi approdarono a Napoli.
L’Ercole Farnese, sul finire del Secolo, contrassegnato dai tumulti della Rivoluzione francese, divenne obiettivo delle mire Francesi. Le truppe napoleoniche, una volta entrate in Italia, iniziarono a prendere opere d’arte e monete. Il Direttorio di Parigi diffuse la teoria per cui la Repubblica di Francia era superiore per Lumi, rappresentava l’Universale, ed era quindi la nobile destinazione, sola Nazione degna di proteggere i capolavori dell’umanità. Così la pensavano anche i giacobini napoletani della Repubblica del 1799, che lasciavano svuotare Napoli con veri e propri furti. L’Ercole Farnese fu imballato e approntato per andare all’esposizione del Louvre, ed essere sostituito con un volgare stampo in gesso. Fortunatamente non fece mai quel viaggio perché i funzionari transalpini che occupavano i musei borbonici indugiarono. La Repubblica Napoletana cade in pochi mesi e Ferdinando, al quale era giunta notizia che la scultura era partita, potè tirare un sospiro di sollievo quando, al suo ritorno a Napoli dall’esilio di Palermo, si accorse che era invece al suo posto.
Ma Napoleone continuò nel suo proposito di appropriarsi della statua. Se ne intestardi’ a tal punto da considerarlo il più grande vuoto da colmare nell’ esposizione universale del Louvre. Quando, nel 1808, il fratello Giuseppe divenne Re di Napoli, fece ulteriori progetti per assicurare la statua alla Francia, poi accantonati dal successore  Murat.  Nell’ ottobre 1810 chiamò a Parigi Antonio Canova affinché realizzasse il ritratto dell’Imperatrice Maria Luigia. Il grande scultore neoclassico gli manifestò l’intenzione di tornare a Roma alla conclusione del lavoro. L’Imperatore cercò di trattenerlo a Parigi così:«Il centro è qui: qui tutti i capolavori antichi. Non manca che l’Ercole Farnese, che è a Napoli. Me lo sono riservato per me». Canova gli rispose con vena patriottica: «Vostra Maesta
, lasci almeno 
una infinità d’altri che non si possono trasportare nè da Roma nè da Napoli». L’Ercole “francese” rimase solo un sogno, con buona pace della Grandeur, cui quel pezzo di Napoli mancò sempre.

Assunta Allocca

[:en]

It’s a important partie of  The collection Farnèse is a collection of oeuvres of art created during the Italian Renaissance by the will of Alexandre Farnèse ( 1468-1549 ), and which, from 1543, has Begun to collect and to appoint the oeuvres of art to the biggest artists of time(period). Developed between Rome, Parma and Sailing, a big part(party) of the collection was transferred, for historic reasons, in Naples, in the first half of the xviiie century. Has collection Farnèse, his name of the big Roman family which, of the Renaissance in the XVIIIth century, established(constituted) gradually one of the most extraordinary collections of oeuvres of art and antiques(antiquities) of Italy. It is pope Paul III Farnèse who began to collect oeuvres of art from the antique sculptures which were found during the searches(excavations) in Rome in 1545. His nephew, cardinal Alexandre Farnèse, continued his work. But by 1730, the collection was transmitted by Elisabeth Farnèse’s inheritance to his son Charles III king of Naples. The son of the latter, Ferdinand IV, decided to transfer all the collection Farnèse in Naples to expose him in the museum where she is even today. This collection, which is one of essential pits of the Archaeological Museum of Naples today, is completely remarkable both by the quantity and by the quality of its works: sculptures classic arts, gemstones, currencies, epigraphic inscriptions. Ercole is represented nude, barbato, the head tilted towards the left with the frizzy and short hair and the look turned downward, stante on the right leg, with the advanced left and the flat in front of the other one and the feet almost aligned, in act to press the lawkward armpit on the bludgeon, covered with profile folded up by the unfair(one-sided) skin to the double(copy) with the snout, cunning on a rock.

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The left hand hangs sluggish in the right is turned the back behind forward, to support the apples of Esperidi hardly conquer. The sculpture which probabelment in also one the illustration of the kid di Ercole, Telefo, to judge the presence of two present hollows also in the basis, intended maybe to accommodate the prominent parts(parties) of another illustration, it is a reproduction enlarged by a bronze sculpture, today lost, creates by dry Lisippo nel IV. Has. C., and it represents the hero in rest after the fatigue in the garden of Esperidi.
She was found in Term of Caracalla (selone some in the passage colonnade between he(it) frigidarium and the environment(middle) in the North of him, according to other, in the tepidarium), devoid of the hand and the awkward forearm, maintaining in chalk, and legs, integrated, at the time of the discovery, of Guglielmo De la Porte, the pupil of Michel-angel.
When, they were so afterward found legs, himdecided to leave situ those of restoration because considered by superior invoice. Only at the end of seven – hundred, Carlo’s interventions conservatifs Albacini they completed the former(old) original legs, while of the sixteenth century is the hour Hercule. In 1787, during the transport of Rome, where, with the Latin Ercole,it was placed in the portico(gantry) of the inner courtyard Farnese undergoes some detachments, in particular restored parts. Looking forward to a special room, the Ercole exposed in the neapolitan museum below only the direction of Michele Hardis, on 1807 1839). The statue was, together found besides to a fellow man of the Ercole Latino, another repetition of the same type, worn in 1788 in the Palais Royal of Caserte, where today he(it) is visible in the surroundings of the main staircase of honor.

Assunta Allocca

[:fr]

Il est partie de La collection Farnèse est une collection d’œuvres d’art créée lors de la Renaissance italienne par la volonté d’Alexandre Farnèse (1468-1549), et qui, à partir de 1543, a commencé à collectionner et à commissionner les œuvres d’art aux plus grands artistes de l’époque. Développée entre Rome, Parme et Plaisance, une grande partie de la collection a été transférée, pour des raisons historiques, à Naples, dans la première moitié du xviiie siècle. La collection Farnèse tire son nom de la grande famille romaine qui, de la Renaissance au XVIIIe siècle, a constitué progressivement une des plus extraordinaires collections d’œuvres d’art et d’antiquités d’Italie. C’est le pape Paul III Farnèse qui commença de collectionner des œuvres d’art à partir des sculptures antiques qui furent trouvées lors des fouilles à Rome en 1545. Son neveu, le cardinal Alexandre Farnèse, continua son œuvre. Mais vers 1730, la collection fut transmise par héritage d’Elisabeth Farnèse à son fils Charles III roi de Naples. Le fils de ce dernier, Ferdinand IV, décida de transférer toute la collection Farnèse à Naples pour l’exposer dans le musée où elle est encore aujourd’hui.

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Cette collection, qui est aujourd’hui un des noyaux essentiels du Musée Archéologique de Naples, est tout à fait remarquable tant par la quantité que par la qualité de ses œuvres : sculptures antiques, gemmes,  monnaies, inscriptions épigraphiques. Ercole est représenté nu, barbato, la tête inclinée vers la gauche avec les cheveux frisés et courts et le regard tournés vers le bas, stante sur la jambe droite, avec la gauche avancée et plat devant l’autre et les pieds presque aligné, en acte d’appuyer l’aisselle gauche sur la massue, recouverte de profil repliée par la peau léonine au double avec le museau, astucieuse sur une roche. Le bras gauche pend inerte en le droit est tourné derrière le dos en avant, à soutenir les pommes des Esperidi  à peine conquérez. La sculpture qui probabelment à aussi un l’illustration du gamin di Ercole, Telefo, à juger de la présence de deux creux présents aussi dans la base, destinés peut-être à loger les parties proéminentes d’une autre illustration, c’est une reproduction agrandie d’une sculpture en bronze, aujourd’hui perdue, crée par Lisippo nel IV sec. a.C., et il represente l’ héros en repos après la fatigue dans le jardin des Esperidi. Elle fut retrouvée dans les Terme de Caracalla(selone quelques-uns dans le passage colonnade entre il frigidarium et le milieu au Nord de lui, selon autres, dans le tepidarium), dépourvue de la main et de l’avant-bras gauche, maintenant en craie, et des jambes, intégrées, à l’époque de la découverte, de Guglielmo De la Porte, élève de Michel-Ange. Quand, elles furent trouvées aussi par la suite les jambes, il se décidée de laisser en situ celles de restauration parce que considérées de facture supérieure. Seulement à la fin de Sept-cents, les interventions de Carlo conservatifs Albacini ils complétèrent les jambes anciennes originales, pendant que le du seizième siècle est l’heure le Hercule. En 1787, pendant le transport de Rome, où, avec l’Ercole Latin,il a eté placé dans le portique de la cour d’Immeuble Farnese subit quelques détachements, en particulier des parties restaurées. Dans l’attente d’une salle spéciale, l’Ercole eté exposé dans le musée napolitain dessous seul la direction de Michele Hardis, 1807 -1839). La statue fut, ensemble trouvée en outre à un semblable du  Ercole Latino, une autre répétition du même type, portée en 1788 dans le Palais royal de Caserte, où aujourd’hui il est visible dans les alentours du grand escalier d’honneur.

 Assunta Allocca

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