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Lo splendore della Cappella Sansevero sotto il ramo d’Aquino

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Lo splendore della Cappella Sansevero sotto il ramo d’Aquino

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La cappella Sansevero si rese celebre con lo scienziato e filosofo alchimista spirituale don Raimondo de Sangro, e tale casata si estinse con il celebre botanico ed agronomo don Michele de Sangro, principe morto senza prole, nel febbraio del 1891. L’eredita’ passo alla famiglia dei famosi principi d’Acquino di Caramanico, una delle sette grandi famiglie principesche del reame
Il palazzo Sansevero fu gravemente danneggiato insieme alla cappella san severo, in napoli il 23 settembre 1889,sul lato sinistro del palazzo dal crollo provocato dal nuovo acquedotto di napoli che con la sua massa d’acqua abbatte’ il ponticello coperto tra palazzo e cappella, costruito con un sistema di orioli ad acqua dal Raimondo de Sangro nel 1759, portandosi parte della fiancata di sinistra del palazzo , rovinando l’appartamento del patriarca al piano nobile di sinistra, distruggendo i preziosi affreschii seicenteschi di belisario corenzio sulla famiglia de sangro
L’erede principe Michele d’Acquino di Caramanico e neo dodicesimo principe di Sansevero, che ereditava tramite la madre Teresa de Sangro e sorella del defunto principe Michele de Sangro di Sansevero, riscuotendo il risarcimento anni dopo dell’acquedotto di Napoli. Furono rimosse le macerie del ponticello coperto in strada e riparato la fiancata sinistra del palazzo Sansevero e tolta l’acqua fangosa e puliti i mausolei delle statue e fu aperta il vano che scende direttamente nella cavea della fenice con scaletta ferrea a chiocciola e fu rimesso un bel pavimento di rosso coccio napoletano in cappella, salvando parte del pavimento a labirinto nelle parti rialzate della cappella nel 1901, e si continuo’ a pulire la cappella Sansevero, murando gli archi della cavea e il passaggio sotterraneo da essa alla cappella, zona centrale e elevando un muro sotterraneo verso le cantine del vicino palazzo e si sistemo il cristo velato in cappella, si misero sulle scale della sagrestia le due macchine anatomiche, che aveva distrutto molte invenzioni desangriane.
Don Alessandro il principe, fu michele, 1942, ebbe il grande merito di aprire al pubblico mondiale come museo privato di Napoli, la cappella Sansevero nel 1949, alla presenza di autorita’ comunali, provinciali, regionali, civili e militari e del comandante Achille Lauro di napoli.

Cap_SanseveroNel 1975, il titolo di principe di Sansevero passa al fratello Guido d’Acquino di Caramanico, che ebbe il merito di potenziare il museo cappella Sansevero, dato che lo studioso Eduardo Nappi, aveva pubblicato tanti documenti storici dell’archivio storico del banco di Napoli sulla famiglia de Sangro di Sansevero da tempi remoti al principe Raimondo , iniziando a sfatare le sinistre leggende ha come coamministratore della cappella san severo di napoli ,  il fratello terzogenito avv. Francesco d’Acquino di Caramanico, morto nel 2016, e il famoso capostipite del ramo secondogenito, il conte Alessandro Raimondo, nato nel 1928, esperto di araldica nobiliare e di storia.
La famiglia d’Aquino ha sempre dedicato i suoi sforzi per migliorare il decoro nel mondo del museo un ramo che si distingue e il ramo di don gustavo Ceccaro, o patrizio napoletano che ha sposato donna Beatrice d’Aquino, lui muore nel 1967 e lei nel 1978 a new yok e il figlio l’avv Claudio Ceccaro di Napoli il cui figlio Vittorio e nato il 16 dicembre del 1951 e vedovo di donna faustina d’acquino di caramanico, muore i il 7 ottobre de 1987. Le due sorelle del nobile Vittorio Ceccaro sono Maria Alessandra Ceccaro, sposa del nobile Buonocore di napoli e donna Beatrice Ceccaro, donna di grande ingegno culturale e di amor patrio e della tradizione desangriana che sposo l’avvocato fortunato Masucci e ha come figlio Don Carmine Masucci.
Nel 1996, costituiscono ufficialmente l’ente privato museo cappella Sansevero di Napoli, con presidente il Principe Alessandro d’Aquino di Caramanico e del consiglio di amministrazione, l’Avvocato Fabrizio Masucci, e tra i consiglieri d’amministrazione di tale ente, Donna Maria Alessandra Masucci, Paolo Giugliano, Fiammetta Ruotoli e don Giuseppe Bartolomeo d’Acquino di Caramanico e di Sansevero, nato a roma il 18 maggio del 1967.
Si ha un profondo restauro del museo cappella Sansevero nel 1998, scavando pure nei sotterranei tra il palazzo e la cappella alla ricerca dell’antico laboratorio desangriano del 700, rinvenendo oggetti di alchimia e utensili del principe Raimondo de Sangro e da quel tempo, e la polvere bianca di proiezione sotto bacheca in sagrestia, con il segreto dell’arcana arcanorum, il seme dell’immortalita fisica.

Michele di Iorio

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