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Napoli in Vetrine di Warhol

Napoli in Vetrine di Warhol

Il rapporto di Andy Warhol e Napoli raccontato in 180 opere al Palazzo delle Arti di Napoli. La mostra prende il via il 18 aprile per essere in programma sino al 20 luglio ed espone quello che fece Warhol a metà degli anni 70 quando conobbe il gallerista Lucio Amelio e Mario Franco.

Andy Warhol Vesuvius 1985 Museo Nazionale Capodimonte

 Esposti al PAN i ritratti dei personaggi noti della città, che l’artista ebbe modo di conoscere durante le sue visite in Italia, quali, Graziella Lonardi Buontempo, Ernesto Esposito, Peppino di Bernardo, Salvatore Pica, e naturalmente Joseph Beuys, oltre alle vedute partenopee delle sue Napoliroid.

Ed allora in mostra nuovamente l’headline work, Fate presto, basato sulla prima pagina del Mattino del 23 novembre 1980, opera realizzata a seguito del terremoto del ’80. Ed ancora Vesuvius, in cui l’immagine del vulcano, uno dei temi classici dell’iconografia locale, viene replicata ossessivamente in colori diversi. «Per me l’eruzione – spiegò infatti Andy Warhol – è un’immagine sconvolgente, un avvenimento straordinario ed anche un grande pezzo di scultura… Il Vesuvio per me è molto più grande di un mito: è una cosa terribilmente reale».

In mostra opere sui fenomeni caratteristici di Napoli come i “femminielli”, la produzione dei falsi o la tradizione canora, la mostra propone, inoltre, la serie Ladies and Gentlemen del 1975 (con relativi acetati e polaroid) e i disegni realizzati dall’artista a partire dalle fotografie di Wilhelm von Gloeden (1978) acquistate da Lucio Amelio; la storica serie Marilyn del 1967 e quella firmata nel 1985 da Warhol con la scritta «questa non è mia» (Marilyn this is not by me); le numerose collaborazioni avute dall’artista con case discografiche, cantanti e gruppi musicali, firmando cover assolutamente rare già alla fine degli anni degli anni 40 e altre presto entrate nella storia del rock.

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