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Via Toledo

Via Toledo

Via Toledo prende il nome dal vicerè spagnolo Don Pedro Alvarez de Toledo risanò ‘edilizia cittadina durante la prima metà del 500. La strada oggi rappresenta il fulcro dello shopping partenopeo, lungo cui è possibile ammirare bellissimi edifici come il Palazzo D’Oria Dangri, che affaccia sulla Piazza VII Settembre, progettato da Luigi Vanvitelli nel 1755 e costruito poi dal figlio Carlo. La pianta è trapezoidale e la facciata rivestita in marmo, è disegnata in tre ordini. Molto originale è l’ampia scala, realizzata in marmo con balaustra e decorata alle pareti con aquile culminanti nel grande  stucco con stemma colorato culla controfacciata d’ingresso alla stessa scala. In questo palazzo fu ospitato Garibaldi, nel 1860  quando affacciandosi dallo stesso balcone proclamò l’annessione al Regno d’Italia del Regno delle 2 Sicilie. Un pò più avanti sorge l chiesa dello Spirito Santo, risalente al 1774, completamente ricostruita su quella precedente cinquecentesca, per opera dell’architetto Mario Gioffredo che realizzò una facciata articolata in due ordini e scandita da lesene. Il maestoso interno è a croce latina e le cappelle laterali sono divise da colonne.

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Proseguendo lungo la strada si incontra palazzo Maddaloni, tipico esempio barocco napoletano, costruito nel 1582 d marchese d’Avalos del Vasto e poi da Diomede Carafa di Maddaloni che lo fece restaurare da Cosimo Fanzago. La monumentale fabbrica si articola su quattro piani, di cui il primo è munito di finestre inquadrate ed inferriate. Il grandioso portale tutto in piperno, poggia su basi modanate e presenta un’abbondante decorazione.

Si giunge poi a Piazza Carità, dove sorge il monumento dedicato a Salvo D’Acquisto, passando avanti alla chiesa di S. Nicola alla carità, i  lavori iniziarono nel 1647, ma l’epidemia di peste segnò una sosta per poi riprendere nel 1682 ad opera del Fanzago. La facciata progettata dal Solimena, si articola in 2 ordini di cui il primo in piperno reca sul portale un medaglione con busto marmoreo di San Nicola. L’interno a croce latina a tre navate, con quella centrale molto ampia e decorata nella volta del Solimena con affreschi di Episodi della vita di Nicola di Bari.

Procedendo ancora, all’altezza dell’ex rinascente, svoltando a destra per via Concezione a Montecalvario, si raggiunge la chiesa omonima del 1720 progettata dal Vaccaro. La facciata presenta un prospetto ben conservato, ma l’interno offre una splendida ed originale decorazione in stucchi. Inoltrandosi nell’area di Montecalvario si giunge alla funicolare di Montesanto. Inoltre questa zona si sviluppa seguendo parallelamente via toledo dalla parte che sale verso la collina, e viene chiamata “Quartieri spagnoli”, perchè nella II metà del ‘500 vi si acquartierò l’esercito spagnolo giunto a Napoli al seguita del Vicerè Don Pedro de Toledo.

Tornando lungo la strada, e dopo averla attraversata si prosegue per via Diaz, dove si trova la Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Toledo. Eretta nel 1628 e rifatta nel 1835 in forme neoclassiche, presenta una facciata a bugnato su brevi gradinate, scandita da lesene ioniche scanalate ed intervallate alla sommità da un bel fregio. Si raggiunge poi, sulla sinistra, Piazza Matteotti o Piazza della Posta dove si affacciano interessanti edifici di epoca fascista come il palazzo delle Poste, la Casa del mutilato, il palazzo della Provincia.

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Tornando poi su su via Toledo si accede alla promenade degli acquisti, dei negozi, delle boutique  lungo cui ci si può allietare con le esibizioni di artisti di strada e  deliziarti con dolci tipici napoletani, dove è possibile accedere alla fermata della metropolitana di Toledo, dichiarata la stazione più bella del mondo. Proseguendo,ci imbattiamo nell’edificio storico del Palazzo Zevallos di Stigliano che oggi rappresenta la sede della Banca Intesa che al suo interno ospita quello un’inestimabile opera del Caravaggio, Il martirio di sant’Orsola, prima di poter scorgere uno degli ingressi   della Galleria Umberto I fino a giungere a Piazza trieste e Trento.

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La piazza dal 1870 prende il nome di Via Roma in onore della capitale fondata con l’unificazione d’Italia, ma i napoletani amano mantenere il nome originale per il gusto della tradizione.

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