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Virgilio “mago”: l’invisibile confine tra letteratura e leggenda, realtà e fantasia

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Virgilio “mago”: l’invisibile confine tra letteratura e leggenda, realtà e fantasia

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La figura di Virgilio-poeta è certamente nota in tutto il mondo: ci è nota nelle Bucoliche, nelle Georgiche, nell’Eneide; ci è nota nella Divina Commedia di Dante, nella quale Virgilio assume le fattezze della guida spirituale del poeta fiorentino, con il compito di condurlo là dove la Ragione oltre non può, dunque fino alle porte del Paradiso Terrestre. Ma c’è un altro aspetto della figura di Virgilio che forse non a tutti è nota: il Virgilio Mago e taumaturgo, il semidio dai poteri sovrannaturali. A Napoli Virgilio fu venerato come una vera e propria divinità proprio perché, al pari di essa, mise il suo potere al servizio della città e mai se ne servì per scopi malvagi.
Ma come nasce il mito di Virgilio mago e in che modo esso risulta collegato alla storia e all’identità culturale della città di
Neapolis? Scopriamolo.
Le fonti riguardo la leggenda di Virgilio mago risalgono alla seconda metà del XII secolo e provengono da territori al di fuori dell’Italia: Giovanni di Salisbury, vescovo inglese, e Corrado di Querfurt, cancelliere dell’imperatore Enrico VI, che menzionano i prodigi che legano la figura di Virgilio alla città partenopea (il cavallo di bronzo, la mosca d’oro e altri ancora, di cui parleremo a breve); nella
Glossa Ordinaria (un commento agli Atti degli Apostoli nel quale si parla dello sbarco di San Paolo a Pozzuoli), invece, vengono menzionate le terme di Pozzuoli, le quali Virgilio avrebbe corredato con epigrafi in marmo indicanti le proprietà terapeutiche di ciascuna fonte e le malattie dalle quali ognuna di esse liberava. Tuttavia, le terme furono, in seguito, devastate dall’ordine dei medici salernitani che temevano per la loro fama e – soprattutto – per i loro guadagni.

Castel dell'Ovo

Castel dell’Ovo

Singolare è già l’aura mistica che avvolge la persona del poeta: Matilde Serao, nel libro Leggende napoletane, racconta che Virgilio andasse errando per le campagne tra Baia e Cuma con la testa bassa, mormorando un linguaggio incomprensibile ai più, che parlasse alle stelle e interrogasse le onde del mare e che da esse ricevesse risposte solo a lui comprensibili. A quest’aura di misticità contribuirono i prodigi che lo videro protagonista: tra i più famosi ricordiamo la realizzazione di una mosca d’oro – alla quale Virgilio infuse alito di vita – che annientò la piaga di un’improvvisa proliferazione di mosche che affliggeva la città partenopea, al punto che la città si era quasi interamente spopolata; il prosciugamento delle paludi che rendevano l’aria insalubre, provocando febbre, peste e altre epidemie, e che erano infestate da pericolose sanguisughe; l’uccisione, mediante formule magiche, di un serpente che si annidava nei sotterranei della città e che seminava il terrore tra gli abitanti; la guarigione dei cavalli da un morbo misterioso attraverso la costruzione di un grande cavallo di bronzo, intorno al quale gli animali dovevano compiere tre giri per trovarsi improvvisamente guariti; la collocazione di due teste augurali – una maschile, ridente, l’altra femminile, piangente – alle porte della città, nel cuore di Forcella, presso Porta Nolana (e perciò detta Furcillensis): chi si fosse trovato a passare sotto la testa che rideva ne avrebbe tratto beneficio, mentre chi fosse passato sotto la testa che piangeva sarebbe stato perseguitato dalla sventura. Ma, certamente, la leggenda più famosa legata a Virgilio resta quella della collocazione di un uovo nelle segrete del Castello del Mare, dalla quale esso prese poi il nome di Castel dell’Ovo: secondo la leggenda, Virgilio pose l’uovo in una caraffa di vetro piena d’acqua, protetta da una gabbia di ferro, sostenuta da una trave di legno, posta all’interno di una piccola stanza nelle segrete del castello; esso doveva sorreggere l’intera fortezza e proteggere l’intera città da ogni sorta di sciagura: se l’uovo si fosse rotto o fosse stato trafugato, non solo l’intero castello sarebbe crollato, ma la città stessa sarebbe stata colpita da una catastrofe che l’avrebbe portata alla completa estinzione. Ma, ad oggi, dell’uovo non si ha ancora alcuna traccia.
La figura di Virgilio si è detto, ancora, è legata anche alla medicina: si è parlato prima, infatti, di un Virgilio “taumaturgo”: a lui è da ricondursi la costruzione di un orto di erbe mediche per guarire la febbre, le ferite e altre malattie e l’incantesimo delle acque di Platamonia (nell’attuale zona del Chiatamone) che acquisirono le medesime proprietà terapeutiche delle erbe; successivamente si dice Virgilio fosse salito sulla collina di Posillipo e avesse ordinato al vento caldo Favonio, che con il suo clima secco inaridiva le piante, di cambiare direzione per permettere alla vegetazione di ricrescere rigogliosa.
E avvolta nel mistero resta anche la morte di Virgilio: qualcuno, tale fu il mistero che avvolse la sua morte, credette persino che Virgilio fosse immortale; secondo altri, invece, il luogo sarebbe da collocarsi sul colle Montevergine, in provincia di Avellino, dove Virgilio avrebbe trascorso la sua vecchiaia. La presunta tomba di Virgilio, invece, è situata all’ingresso della cosiddetta “Grotta di Posillipo” o
Crypta Neapolitana, altrimenti conosciuta come “Grotta di Virgilio”, che collega Mergellina a Campi Flegrei e che secondo la leggenda fu realizzata, in una sola notte, dallo stesso Virgilio con l’aiuto di forze demoniache e sovrannaturali. Leggenda vuole che in un primo momento, le ceneri di Virgilio dovessero essere custodite proprio lì, nella Grotta di Piedigrotta, alle spalle dell’omonima chiesa, ma che in seguito, trafugate e passate di mano in mano, siano andate perdute. Insieme alle ceneri, dovevano esservi custoditi anche i Libri Magici contenenti gli incantesimi del poeta taumaturgo, ma questi libri furono sottratti dalla tomba durante il XII secolo, sotto il regno di Ruggiero il Normanno, che mal tollerava il culto di Virgilio a Napoli e che perciò permise che il sepolcro venisse profanato. Il popolo insorse in massa contro il nefasto sacrilegio, ma né dei libri né del misterioso medico che si dice li avesse trafugati si seppe più nulla.
Quale che sia la verità sul sommo poeta della latinità non ci è dato saperlo, fatto sta, però, che Virgilio resta una figura affascinante e misteriosa, reale e allo stesso tempo leggendaria, così legata ad un mondo concreto che è quello della letteratura eppure così intrinsecamente e indissolubilmente connesso al mondo magico e sovrannaturale, un mondo – per così dire – sospeso ed eterno.

Eleonora Masullo

[:en]

The figure of Virgilio-poet is certainly known worldwide: there is note in the Eclogues, the Georgics, and the Aeneid; It is known in Dante’s Divine Comedy, in which Virgil takes on the features of the spiritual guide of the Florentine poet, with the task of leading them there where reason besides cannot, therefore, to the gates of paradise.But there is another aspect of the figure of Vergil that maybe not everyone is Note:the Virgil Magician and healer, the demigod by supernatural powers. In Naples Vergil was revered as a true divinity precisely because, as he put it, his power in the service of the city and never served for evil purposes.
But how does the myth of Virgil magician and how it is linked to the history and cultural identity of the city of Neapolis? Let’s find out.
The sources about the legend of Vergil Magus date back to the second half of the 12th century and come from territories outside of Italy: John of Salisbury, English Bishop, and Konrad von Querfurt, Chancellor of Emperor Henry VI, mentioning the prodigies that bind the figure of Virgil to Naples (the bronze horse, Golden fly and others, which we will discuss shortly); in the Glossa Ordinaria (a commentary on theacts of the Apostles which speaks of the landing at São Paulo in Pozzuoli) are referred to the baths of Pozzuoli, where Virgil would be accompanied with marble inscriptions indicating the therapeutic properties of each source and the diseases from which each of them freed. However, the baths were subsequently devastated by order of physicians of Salerno who feared for their fame and – above all for their earnings.

Castel dell'Ovo

Singular is already the mystical aura that surrounds the person of the poet: Matilde Serao, Neapolitan, Legends in the book says that Virgil went astray: for campaigns between Baia and Cuma with my head down, muttering gibberish to most people, who spoke to the stars and get interrogated by the waves of the sea and that they receive answers only to him understandable. In this aura of mystique contributed prodigies who saw him protagonist: among the most famous are the realization of a flyd’Oro – to which Vergil infused breath of lifethat destroyed the plight of a suddenproliferation of flies that plagued the city of Naples, to the point that the city was almost entirely depopulated; the drainage of swamps that made the air unhealthy, causing fever, plague and other epidemics, and that were infested with dangerous leeches; the killing, using magic spells, a snake that is found in the basement of the town and that he sowed terror among the inhabitants; Healing horses from a mysterious illness through the construction of a large bronze horse, around which the animals had to do three laps to find itself suddenly healed; the placement of two heads cards one male, laughing, the other weeping womenjust outside the city, in the heart of fork, at Porta Nolana (and therefore called called Furcillensis): those who had found to pass under the head laughing talking would benefit, while those who had passed under her head crying would be dogged by misfortune. But, certainly, the most famous legend linked to Virgilio remains that of placing an egg in the dungeons of the castle of the sea, from which it took the name of Castel dell’Ovo: Legend has it that Virgil placed the egg in a glass jug full of water, protected by an iron cage, supported by a wooden beam, placed inside a small room in the Dungeon of the Castle;It had to support the entire fortress and protect the whole city with all manner of calamity if the egg had broken or had been stolen, not only the whole Castle would collapse, but the city itself would have been affected by a disaster that would take herto the complete extinction. But, to date, not egg you still no trace.
The figure of Virgil said, still, is also linked to medicine: you have spoken before a Vergil thaumaturge: to him is due the construction of a garden of medicinal plants to cure fever, wounds and other diseases and the spell Platamonia water (in the current area of Chiatamone) who acquired the same therapeutic properties of herbs; then they say Virgil was climbed on the Posillipo Hill and ordered the warm Foehn wind, which with its dry, parched plants, to change direction to allow the vegetation to Regrow.

And Virgil’s death remains shrouded in mystery: someone, such was the mystery that shrouded his death believed even that Virgil was immortal; According to others, however, the place would have to be placed on the Hill, in the province of Avellino, Montevergine, where Virgil would spend his old age. The alleged tomb of Virgil, by contrast, is situated at the entrance of the grotto of Posillipo “or Crypta Neapolitana, otherwise known as Virgil’s Cave , which connects Mergellina, Campi Flegrei and who according to legend was built, in one night, by Virgil with the help of supernatural and demonic forces. Legend has it that at first, Virgil‘s ashes were to be kept right there, in the cave of Piedigrotta, behind the Church of the same name, but that afterwards, stolenand passed from hand to hand, are lost. Along with the ashes, there should be kepteven the magic books containing the spells of the poet healer, but these books were stolen from the grave during the 12th century, under the reign of Roger the Norman, who tolerate the worship of Virgil in Naples and therefore allowed that the tombwas desecrated. The people rose up en masse against the nefarious sacrilege, but neither books nor of the mysterious doctor said he had stolen were never heard from again.

Whatever the truth about the great poet of latinity there is unknown, the fact is, though, that Virgil is still a charming and mysterious figure, real and at the same time legendary, so tied to a concrete world of literature yet so inherently and inextricably connected to magic and the supernatural world, a world so to speak suspended and eternal.
Eleonora Masullo

[:fr]

La figure du poète-Virgilio est certainement connue dans le monde entier : il y a note dans les églogues, les Géorgiques et l’Enéide ; Il est connu dans la Divine Comédie de Dante, dans lequel Virgil prend les caractéristiques du guide spirituel du poète florentin, la tâche de l’amenant là où raison d’ailleurs ne peut pas, par conséquent, aux portes du paradis. Mais il y a un autre aspect de la figure de Vergil que peut-être pas tout le monde est Note : le Virgil Magician et guérisseur, le demi-Dieu par des pouvoirs surnaturels. Dans Naples Virgile était vénéré comme une vraie divinité, précisément parce que, comme il le dit, sa puissance au service de la ville et jamais servi à des fins maléfiques.
Mais comment le mythe du magicien de Virgil et comment il est lié à l’histoire et l’identité culturelle de la ville de Neapolis ? Nous allons trouver.
Les sources de la légende de Vergil Magus date de retour à la seconde moitié du XIIe siècle et proviennent de territoires hors de l’Italie : Jean de Salisbury, évêque anglais et Konrad von Querfurt, chancelier de l’empereur Henry VI, mentionnant les prodiges qui lient la figure de Virgile à Naples (le cheval de bronze, mouche Golden et autres, que nous allons prochainement) ; dans la Glossa Ordinaria (un commentaire sur les actes des apôtres qui parle du palier, à São Paulo à Pozzuoli) correspondent aux bains de Pozzuoli, où Virgile s’accompagnerait avec marbre inscriptions indiquant les propriétés thérapeutiques de chaque source et les maladies dont chacun d’entre eux libérés. Cependant, les thermes ont été dévastées par la suite sur ordre des médecins de Salerne qui craignaient pour leur notoriété et – surtout – pour leurs recettes.

Castel dell'Ovo

Le singulier est déjà de l’aura mystique qui entoure la personne du poète : Matilde Serao, napolitaine, légendes dans le livre dit que Virgile s’est égaré : campagnes entre Baia et Cuma avec ma tête vers le bas, murmure charabia pour la plupart des gens, qui parlait aux étoiles et avoir interrogé par les vagues de la mer et qu’ils reçoivent des réponses uniquement à lui compréhensible. Dans cette aura de mystère a contribué prodiges qui le voyaient protagoniste : parmi les plus célèbres sont la réalisation d’une mouche d’Oro – à laquelle Vergil infusé souffle de vie-qui détruit le sort d’une soudaine prolifération de mouches qui a sévi de la ville de Naples, au point que la ville a été presque entièrement dépeuplée ; le drainage des marécages qui fait l’air malsain, provoquant de la fièvre, la peste et autres épidémies, et qui étaient infestés par des sangsues dangereux ; l’assassinat, à l’aide de la magie orthographie, un serpent qui se trouve dans le sous-sol de la ville et qu’il a semé la terreur parmi les habitants ; Guérir les chevaux d’une mystérieuse maladie grâce à la construction d’un grand cheval de bronze, autour de qui les animaux devaient faire trois tours pour se retrouver soudainement guérie ; le placement de cartes à deux têtes-un mâle, rire, les autres pleurs femmes, juste à l’extérieur de la ville, au coeur de la fourche, à Porta Nolana (et par conséquent appelé appelé Furcillensis) : ceux qui avaient trouvé à passer sous la tête rire parler profiterait, tandis que ceux qui avaient passé sous sa tête pleurer seraient être sapés par le malheur. Mais, certainement, la plus célèbre légende liée à Virgilio reste celle de placer un œuf dans les cachots du château de la mer, d’où il prit le nom de Castel ovo : la légende raconte que Virgil mis l’oeuf dans une carafe de verre remplie d’eau, protégée par une cage de fer, soutenue par une poutre en bois, placée à l’intérieur d’une petite chambre dans le donjon du château ; Elle devait soutenir toute la forteresse et protéger l’ensemble de la ville avec toutes sortes de calamités si l’oeuf s’est rompu ou avait été volé, non seulement l’ensemble château s’effondre, mais la ville elle-même aurait ont été touchée par une catastrophe qu’elle prendrait à l’extinction complète. Mais, à ce jour, pas d’oeufs vous toujours aucune trace.
La figure de Virgile dit, pourtant, est aussi liée à la médecine : vous avez parlé avant un Vergil « thaumaturge » : lui est due à la construction d’un jardin de plantes médicinales pour guérir la fièvre, blessures et autres maladies et le charme Platamonia l’eau (dans la zone actuelle de Chiatamone) qui ont acquis les mêmes propriétés thérapeutiques des herbes ; puis ils disent Virgil est est monté sur la colline de Posillipo et ordonne que le vent chaud de Foehn, qui avec ses usines secs et arides, de changer de direction pour permettre à la végétation de repousser.

Et la mort de Virgile reste enveloppée de mystère : quelqu’un, c’est le mystère qui a enveloppé sa mort croyait même que Virgile était immortel ; Selon d’autres, cependant, l’endroit devra être placé sur la colline, dans la province d’Avellino, Montevergine, où Virgile aurait passer ses vieux jours. La tombe présumée de Virgile, en revanche, est située à l’entrée de la grotte de Posillipo » ou Crypta Neapolitana, autrement connu comme la « Grotte de Virgile », qui relie la Mergellina, Campi Flegrei et qui selon la légende a été construit, en une seule nuit, de Virgile à l’aide des forces surnaturelles et démoniaques. La légende veut que dans un premier temps, cendres de Virgile devaient être gardés juste là, dans la grotte de Piedigrotta, derrière l’église du même nom, mais qui par la suite, volé et passant de main en main, sont perdues. Le long avec les cendres, il conviendrait de même les livres de magie contenant les sorts de la guérisseuse de poète, mais ces livres ont été volés dans la tombe au XIIe siècle, sous le règne de Roger le Normand, qui tolère l’adoration de Virgile à Naples et a donc permis que la tombe a été profanée. Le peuple se leva massivement contre l’infâme sacrilège, mais ni livres ni du mystérieux docteur a dit qu’il avait volé ont jamais entendu parler de nouveau.

Quelle que soit la vérité sur le grand poète de latinité il est inconnu, le fait est, cependant, que Virgile est encore une figure charmante et mystérieuse, réelle et en même temps légendaire, alors attaché à un monde concret de la littérature et pourtant si intrinsèquement et inextricablement liés à la magie et le monde surnaturel, un monde suspendu-pour ainsi dire – et éternelle.
Eleonora Masullo

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