
La Galleria delle Porcellane – aperta dall’11 giugno 2026 grazie ai lavori realizzati con fondi del Ministero della Cultura per un importo complessivo di un milione e centomila euro e con il generoso contributo di mecenati per oltre 700mila euro per l’allestimento, firmato dal maestro Federico Forquet – è articolata in 16 sale, in cui è esposta una selezione del grande nucleo ceramico tra i più importanti d’Europa composto da circa 7000 pezzi (porcellane e terraglie) in gran parte provenienti dalla collezione Borbone, arricchito da acquisti e doni a partire dall’Unità d’Italia a oggi.
Il nuovo progetto di allestimento si riallaccia alla visione di Annibale Sacco, direttore di Casa Reale Savoia, che riunì a Capodimonte a partire dal 1872 un gran numero di porcellane e terraglie appartenute ai Borbone e dislocate nei vari siti reali.
Fu Carlo di Borbone a fondare nel 1743 in un edificio all’interno del Real Bosco la manifattura di porcellane di Capodimonte, che chiuderà dopo soli sedici anni, nel 1759, quando il sovrano assumerà il titolo di re di Spagna trasferendosi a Madrid e portando con sé anche molti specialisti per la produzione.
Esposti nel percorso oltre 1500 i pezzi, dal totale dei 7000 che include anche tutti gli elementi ripetitivi dei grandi servizi da tavola.
“Per la prima volta nella storia di Napoli le straordinarie raccolte di porcellana del Museo e Real Bosco di Capodimonte sono visibili al pubblico una grandiosa esposizione che ricrea la magnificenza della vita nella Reggia Borbonica – sottolinea il Direttore Schmidt. Si tratta di un passaggio importante per la storia stessa del museo che il prossimo anno celebrerà i suoi 70 anni, segnando anche l’inizio del riallestimento del primo piano con gli appartamenti reali. In 24 mesi di entusiasmante lavoro di squadra, che ha compreso il progetto di ricerca, abbiamo sviluppato l’idea che oggi ha preso forma: non più una semplice sezione dedicata alle porcellane ma un’esperienza immersiva sotto le grandi volte decorate della Reggia tra mobili preziosissimi, oggetti rari, animali imbalsamati, sete brillanti. Il salottino di Maria Amalia di Sassonia torna a risplendere e a incantarci con i suoi motivi orientali. Rispetto al progetto iniziale, le sale sono aumentate da dieci a sedici, individuando risorse private oltre che pubbliche, grazie al coinvolgimento di generosi mecenati. Altra innovazione è stata la scelta di anteporre all’ingresso della collezione storica l’opera site-specific di Diego Cibelli, che crea un punto d’avvio del percorso non solo fisico ma anche culturale, proponendosi ai visitatori, soprattutto ai più giovani, in un’ottica antica e contemporanea al tempo stesso. La visione allestitiva di un maestro assoluto qual è Federico Forquet, tornato nella sua Napoli per lasciarvi un segno epocale, fa di questa Galleria delle Porcellane un’attrazione unica per fascino ed eleganza nel panorama mondiale dei musei. Ma il risultato più importante che oggi festeggiamo è la restituzione di questo tesoro identitario di Capodimonte e di tutta la Nazione, finalmente valorizzato e promosso, a tutti i napoletani e alla fruizione pubblica”.
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